Il sindaco di Castiadas non ci sta e scrive alla presidente della regione Alessandra Todde, all'assessorato all'Agricoltura, alle autorità sanitarie, all'Istituto zooprofilattico e alla Coldiretti con la richiesta di sospensione urgente delle misure di abbattimento e riesame delle decisioni adottate per i casi di dermatite bovina nel territorio di Muravera.

«Scrivo nella mia qualità di Sindaco del Comune di Castiadas a seguito delle notizie relative ai recenti casi di dermatite bovina registrati nel territorio di Muravera e dalle conseguenti misure sanitarie adottate. La presente è redatta anche a seguito delle informazioni che stanno circolando sui social media, che hanno generato forte preoccupazione nell’opinione pubblica e tra gli operatori del settore. Si apprende che le operazioni di abbattimento sarebbero già in corso, con l’esecuzione dei primi interventi su circa 50 capi su un totale stimato di circa 190 animali».

«Alla luce di tale circostanza – continua Murgioni – si ritiene necessario e urgente rappresentare la richiesta di un’immediata valutazione della possibilità di sospendere temporaneamente le operazioni in corso, al fine di consentire un ulteriore approfondimento tecnico-scientifico delle condizioni sanitarie e delle eventuali alternative disponibili. Desidero innanzitutto esprimere, a nome dell’Amministrazione comunale di Castiadas e dell’intera comunità, la più sincera vicinanza agli allevatori coinvolti, che stanno affrontando una situazione estremamente difficile, con gravi ripercussioni non solo economiche ma anche umane, legate al lavoro e all’impegno di una vita».

Per Murgioni, «è pienamente condivisa la necessità di tutelare la salute animale e di contenere la diffusione delle malattie attraverso interventi tempestivi e conformi ai protocolli sanitari. Tuttavia, di fronte a misure così drastiche come l’abbattimento dell’intera mandria, riteniamo doveroso sollevare alcune riflessioni in merito alla proporzionalità e all’impatto complessivo delle decisioni adottate, soprattutto alla luce dell’avvio operativo delle stesse. Si chiede pertanto di valutare con urgenza la sospensione temporanea delle operazioni di abbattimento in corso; di garantire la massima trasparenza in merito alle valutazioni tecnico-scientifiche che hanno portato all’adozione dei provvedimenti, di verificare la possibilità di adottare soluzioni alternative, laddove scientificamente e operativamente possibili, efficaci sotto il profilo sanitario ma meno impattanti sotto il profilo economico e sociale. E, ancora, di attivare ogni forma di supporto concreto agli allevatori coinvolti, sia sotto il profilo economico che psicologico, di promuovere un confronto immediato tra istituzioni, servizi veterinari e rappresentanze del comparto agricolo».

«Riteniamo infatti che l’abbattimento degli animali, soprattutto quando già avviato, rappresenti una misura di estrema gravità, con conseguenze irreversibili per le aziende coinvolte, come nel caso della famiglia Cannas, e con un impatto profondo sull’intero tessuto produttivo e sociale del territorio. In momenti come questo è fondamentale operare con equilibrio, responsabilità e sensibilità, perseguendo soluzioni che tengano insieme la tutela della salute pubblica e il rispetto per il lavoro, gli animali e le comunità locali», conclude Murgioni.

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