Quando moglie e marito hanno aperto quel cassetto mai avrebbero immaginato che al suo interno potesse nascondersi un piccolo tesoro. Giambattista Serra, 73 anni, di Capoterra, ha preso in mano quei due pezzi di carta, li ha osservati e ha capito: erano due buoni fruttiferi emessi dalle Poste nel 1938 e nel 1970. Vecchio il secondo, da 100mila lire; antico l’altro, da 100 lire. Poi il dubbio: che oggi abbiano un valore elevato? Serra si è informato e ora spera di poter incassare una buona somma.

Anni fa

Il buono da 100 lire è stato emesso prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale; quello da 100mila nell’anno in cui i Beatles incisero il loro ultimo album prima di sciogliersi e morirono Jimi Hendrix e Janis Joplin.

Il punto di partenza è una casa di Santu Lussurgiu che Serra ha ereditato dalla zia Caterina Pira e dal successivo inventario dei beni lasciati dall’anziana donna scomparsa alla soglia dei 100 anni. Poi l’incredibile scoperta. «È stata mia moglie a trovare i buoni», specifica l’uomo, «erano conservati insieme a dei vecchi pesos del periodo in cui il mio bisnonno era emigrato in Argentina. Il primo pensiero è stato di incorniciarli perché sono bellissimi, poi ho deciso di andare all’Ufficio postale per chiedere se potessero ancora avere un valore nonostante il tempo passato. Lì però mi hanno detto che non avrei potuto incassarli».

Esperti

Non convinto della risposta, Serra ha fatto qualche ricerca in rete e scoperto che in circostanze analoghe chi in passato aveva ereditato vecchi buoni fruttiferi era riuscito a ottenere qualcosa. Il pensionato così si è rivolto ad alcuni avvocati esperti nel settore «i quali mi hanno spiegato che, nonostante siano passati molti anni, i titoli sono ancora validi perché ne sono appena entrato in possesso. Non avrei mai immaginato che in quella vecchia abitazione, chiusa da tempo perché mia zia è rimasta ospite di una casa di riposo a Bonarcado per quattordici anni, potesse esserci un piccolo tesoro: ora spero di poter trasformare in euro quei vecchi titoli in lire».

I legali

Francesco Marino, avvocato dell’Associazione Italia, una squadra di legali che, tra le diverse attività, si occupa anche del recupero di vecchi buoni fruttiferi, quantifica l’ipotetico valore dei due buoni: «Quello del 1938 si attesta intorno ai 25mila euro, quello del 1970, nonostante l’importo cento volte superiore, può oscillare tra gli 8 e i 10mila. Questo perché nel tempo gli interessi legali, soprattutto dopo gli anni Sessanta, sono crollati e la valutazione è scesa tantissimo. La quantificazione del valore di questi buoni non si esegue con una conversione matematica ma considerando il potere d’acquisto dell’epoca. Si potrebbe pensare che, visto il tempo passato, la possibilità di esigerli sia sfumata, ma in questo caso non è così: sono stati appena scoperti e il detentore non ne conosceva l’esistenza». Dunque «come prima cosa abbiamo presentato un ricorso diretto alle Poste di Roma: come già accaduto, siamo convinti di riuscire a far incassare la somma dovuto al nostro assistito».

Ivan Murgana

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