Il banco di posidonia è talmente fitto da impedire di raggiungere il mare, ma a preoccupare maggiormente i residenti del settore A di Torre degli Ulivi è il rischio che le alghe, arrivate ormai a contatto con le abitazioni, inneschino un incendio. A quasi due mesi dall'annuncio del piano straordinario per la pulizia delle spiagge del litorale di Capoterra, finanziato dalla Regione dopo le violente mareggiate della scorsa primavera, i residenti di Torre degli Ulivi tornano a chiedere un intervento del Comune.

Gli accumuli di posidonia oceanica, ormai essiccata, si estendono per centinaia di metri e, in diversi punti, raggiungono il confine delle abitazioni. Alla vegetazione marina si aggiungerebbero inoltre reti da pesca, plastica, lattine e altri rifiuti trasportati dalle mareggiate, oltre ad alcune siringhe rinvenute sulla spiaggia.

Antonello Tenardi, storico abitante della zona residenziale di Capoterra, fotografa la situazione: «Siamo perfettamente consapevoli del valore ambientale della posidonia e nessuno mette in discussione il ruolo fondamentale che svolge nell'ecosistema marino, tuttavia, ciò che oggi è presente sul nostro litorale non può più essere considerato una normale banco naturale, ma una minaccia per l'incolumità dei cittadini». 

Tra le preoccupazioni espresse dai residenti figura soprattutto il rischio legato alla presenza di grandi quantità di materiale vegetale ormai secco in prossimità delle abitazioni, soprattutto alla luce dei numerosi incendi che nelle ultime settimane hanno interessato diverse aree della Sardegna.

«Chi conosce Torre degli Ulivi da decenni non ricorda una situazione simile negli ultimi cinquant'anni»,  spiga Tenardi, «la comunità, composta da oltre 800 nuclei familiari tra il settore A e il settore B, chiede che venga garantita almeno una condizione minima di sicurezza e accessibilità. Non chiediamo stabilimenti balneari o servizi turistici aggiuntivi, ma soltanto una gestione della spiaggia che consenta un accesso sicuro al mare, e azzeri il rischio che questo materiale inneschi un incendio».

Il sindaco, Beniamino Garau, ammette le difficoltà di intervenire in una spiaggia così stretta come quella di Torre A: «Serve il mezzo meccanico adatto, grande abbastanza per spostare il banco di posidonia, ma che sia in grado di muoversi in uno spazio ristretto. Purtroppo la recente mareggiata ha peggiorato la situazione, allo stato attuale non c’è lo spazio per accumulare le alghe come è successo nel settore accanto, individueremo con il condominio un terreno dove poter stoccare temporaneamente la posidonia. Siamo al lavoro con Regione, Corpo forestale e vigili del fuoco per trovare una soluzione in tempi rapidi».

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