I lavori si sarebbero dovuti concludere alla fine del prossimo mese, permettendo così ai bambini del quartiere di cominciare l’anno scolastico nel nuovo istituto, ma dopo due anni dalla posa della prima pietra, il Comune ha revocato l’appalto alla Ferrocemento Sarda per la scuola di Rio San Girolamo. A distanza di due anni dall’avvio dei lavori, subisce una battuta d’arresto, il progetto finanziato con 3milioni di euro dal Pnrr per la costruzione delle scuole primarie di Rio San Girolamo, che avrebbe comportato la demolizione – come prevedeva il bando al quale aveva partecipato il Comune – della vecchia scuola di Su Loi. La revoca dell’appalto alla Ferrocemento, in ritardo sull’esecuzione dei lavori, ha scatenato le polemiche durante l’ultimo Consiglio comunale. Silvano Corda, consigliere di opposizione, punta il dito contro la vice sindaca e assessora ai Lavori pubblici, Silvia Sorgia: “Ho chiesto le sue dimissioni perché ha dimostrato di non essere all’altezza dell’incarico, le famiglie della zona attendevano l’apertura di questa scuola, ma è chiaro che l’opera non sarà conclusa prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. Ho presentato un accesso agli atti per conoscere le motivazioni che hanno portato alla revoca dell’appalto, e comprendere quanto quest’opera - un obbrobrio di cemento armato più simile all’ambasciata russa de L’Avana che a un edificio scolastico – sia effettivamente costata. A questo punto sarebbe paradossale se demolissero la scuola di Su Loi mentre quella di Rio San Girolamo è ancora un cantiere”. Pronta la replica della vice sindaca Silvia Sorgia, che spiega come il Comune non abbia alcuna responsabilità sull’epilogo del rapporto con la società appaltatrice: “La Ferrocemento Sarda ha partecipato a una gara nazionale, aveva tutta la documentazione in regola e aveva versato la polizza fidejussoria – sulla quale ci rifaremo -, nessuno avrebbe mai potuto pensare che non sarebbe stata in grado di completare l’opera. Per completare i lavori non sarà necessario bandire una nuova gara d’appalto, ma potranno essere completati dalla società arrivata seconda in graduatoria, la Lilliu Stefano srl, che ha già dato il proprio benestare per subentrare alla Ferrocemento. Ora attendiamo solo il benestare del ministero dell’Economia e delle Finanze”. Non completando i lavori entro il 30 agosto – data ultima imposta dal Pnrr – si aprono nuovi scenari anche per il futuro della scuola di Su Loi. “A questo punto, il finanziamento ottenuto esce dalle linee del Piano nazionale di ripresa e resilienza – spiega Sorgia -, una situazione che potrebbe portarci ad evitare la demolizione della vecchia scuola, che potremmo utilizzare come sede per diverse associazioni del territorio”.

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