La ripresa dei lavori è stata annunciata più volte, ma alle promesse non sono ancora seguiti i fatti e i cittadini delle zone a mare di Capoterra e gli automobilisti di passaggio continuano a subire i disagi del cantiere mai riaperto di Su Loi.

Quando gli operai torneranno al lavoro non si sa, l’unica cosa certa è che anche quest’anno la processione di Sant’Efisio non potrà percorrere il ponte in costruzione da ormai sei anni: l’unica strada percorribile resta la bretella costruita per bypassare il cantiere, un percorso buio e denso di insidie che ha già provocato numerosi incidenti stradali. Eppure il passaggio di consegne del progetto che prevedeva l’abbattimento e la ricostruzione dei due ponti sul rio San Girolamo e sul Masone Ollastu avvenuto alla fine dello scorso anno tra la Manelli di Monopoli e la Cmc di Ravenna, aveva fatto ben sperare in una pronta ripresa dei lavori: i motori di camion e ruspe però non sono mai stati riaccesi.

Giampaolo Agri, residente a Torre degli Ulivi, da anni denuncia la pericolosità della bretella che unisce la zona di Su Loi a quella di Rio San Girolamo, e ha smesso di contare gli incidenti stradali: «Non ci sono più parole per definire questa situazione, l’intera zona è completamente avvolta dal buio e la bretella è densa di pericoli. Durante tutto questo tempo abbiamo sentito solo promesse, è giunto il momento di organizzare una manifestazione come già accaduto in passato per altri cantieri paralizzati sulla Sulcitana: solo così riusciremo ad attirare l’attenzione dei dirigenti dell’Anas. Chiediamo al sindaco di far valere le nostre ragioni».

Dai banchi della minoranza, l’ex sindaco Francesco Dessì, ricorda l’inizio dei lavori: «Quando hanno aperto il cantiere stavamo terminando il nostro mandato, non avrei mai immaginato che cinque anni dopo l’opera non sarebbe stata ancora ultimata. Siamo preoccupati per questi ritardi, i proclami del sindaco sulla ripresa dei lavori non hanno sortito alcun risultato».

Eppure per aprire alla viabilità quel ponte non servirebbero lunghi lavori, come spiega la vice sindaca e assessora ai Lavori pubblici, Silvia Sorgia: «Basterebbero appena quattro mesi, il grosso è già stato realizzato e mancano davvero pochi interventi come la rotatoria all’altezza dell’ex Pgm, la burocrazia ha paralizzato questo cantiere, nonostante i nostri sforzi al momento è difficile dire con certezza quando ripartiranno i lavori». Il sindaco, Beniamino Garau, la prossima settimana effettuerà un sopralluogo con i tecnici dell’Anas sul cantiere abbandonato: «Ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile, ma la partita si gioca tra l’Anas e l’impresa che rilevato il ramo d’azienda dalla Manelli, la procedura è stata molto più lunga di quanto ci aspettassimo, ci auguriamo che questa complessa fase burocratica sia terminata e il cantiere venga riaperto al più presto».

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