Caos nell’hotspot di Monastir, il sindacato dei carabinieri: «Luoghi insalubri e operatori insufficienti»
I militari denunciano «un quadro organizzativo generale gravemente inadeguato, subito tutele»Il Cpa di Monastir (foto di Angelo Cucca)
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Anche il Nuovo Sindacato Carabinieri Sardegna denuncia le condizioni gravi in cui versa il centro di prima accoglienza di Monastir diventato hotspot.
Anzitutto dal punto di vista del personale: «Nonostante il lodevole impegno della linea gerarchica del Reparto, il quadro organizzativo generale si starebbe rivelando gravemente inadeguato. Infatti, sebbene il cambio di destinazione d’uso della struttura fosse noto da tempo, l’avvio delle attività non sarebbe stato preceduto dalle necessarie opere di bonifica ambientale».
Oltre a ciò «i Colleghi segnalano una profonda insalubrità dei luoghi, con accumuli di rifiuti in prossimità delle aree operative, ove non sarebbero garantiti i requisiti minimi di igiene e salute, incidendo così sul benessere e sulla dignità professionale dei militari. Sul piano operativo, la situazione apparirebbe altrettanto critica. I Colleghi e le Colleghe sarebbero chiamati a gestire identificazioni, vigilanza e flussi interni con aliquote numericamente insufficienti, all’interno di locali inidonei e privi di adeguati sistemi di contenimento per prevenire gli eventuali tentativi di allontanamento dei soggetti sottoposti alle procedure di identificazione e trattenimento temporaneo».
«Bisogna evitare che l’emergenza possa diventare un metodo di gestione e che la responsabilità organizzativa possa venire scaricata sull’ultimo operatore in servizio – dichiarano Claudio Lubrano e Carlo Rosas per la Segreteria Regionale di NSC Sardegna –. A una situazione logistica inadeguata si aggiungerebbe altresì l’assenza di direttive scritte, chiare e univoche sui limiti d’intervento in caso di fuga o tentativo di allontanamento. Bisogna assolutamente evitare che gli operatori siano lasciati soli a decidere, nell’immediatezza dell’evento, tra il rischio per la propria incolumità e quello di possibili conseguenze giuridiche, disciplinari o amministrative. Chiediamo risposte immediate e vigileremo passo dopo passo a tutela dei colleghi».
«Per queste ragioni – concludono - il Nuovo Sindacato Carabinieri Sardegna chiede con urgenza: - un tavolo di confronto immediato con le autorità responsabili della gestione dell’ordine pubblico sul territorio; - l’immediata bonifica igienico-sanitaria di tutte le aree operative e limitrofe; - il potenziamento numerico del dispositivo di vigilanza; - l’emanazione di protocolli operativi scritti, chiari e giuridicamente fondati, che specifichino i limiti d’azione del personale; - una verifica tecnica approfondita sull’idoneità dei locali e dei sistemi di contenimento. I Carabinieri del 9° Battaglione garantiscono la sicurezza dello Stato. Lo Stato ha il dovere di garantire sicurezza, salute e dignità ai suoi Carabinieri. Il Nuovo Sindacato Carabinieri Sardegna continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della situazione presso l’Hotspot di Monastir, pronto a tutelare in ogni sede la dignità e la sicurezza delle donne e degli uomini in divisa».
(Unioneonline)
