In un caso un appartamento era stato adibito a centro massaggi orientali, ma con anche stanze a luci rosse, in altri casi i bivani e i trivani erano stati trasformati in case d’appuntamento.

Tre attività vietate scoperte nel 2021 e nel 2023 da carabinieri e polizia, con relativa denuncia a chi le gestiva, che però nel corso degli anni si sono trasformate in un grosso guaio giudiziario nei confronti dei padroni di casa, iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di sfruttamento della prostituzione. Nel corso degli accertamenti, infatti, è emerso che, oltre all’affitto concordato e registrato dal contratto, le inquiline pagavano anche grosse cifre in nero. Da qui il sospetto degli investigatori che anche i proprietari degli immobili non fossero all’oscuro dell’attività svolta.

La prima inchiesta era scattata nel 2021, con un blitz in una casa di Stampace dove erano state sorprese tre giovani donne sudamericane che, secondo gli accertamenti, avevano avviato un’attività di incontri di natura sessuale a pagamento.

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