Diverse generazioni di cagliaritani hanno imparato a leggere, hanno giocato o trovato un rifugio nelI’Istituto San Vincenzo de’ Paoli che ha ospitato le suore della Carità ma soprattutto è stato uno spazio di studio e istruzione.

Nei prossimi giorni avrà inizio il progetto di recupero a cui ha dato slancio la Fondazione Istituti riuniti di ricovero minorile proprietaria del bene dal 1936.

«Riattivare un complesso di quasi 10 mila metri quadrati nel cuore della città, attorniato da quasi due ettari di verde, – sostiene il presidente Francesco Manca – è una missione stimolante per le ricadute positive che può avere sul tessuto culturale e sociale. Con questo lavoro la Fondazione intende dimostrare che anche un investimento iniziale contenuto può innescare un processo virtuoso, capace di attrarre nuove risorse, nuovi partner e nuova fiducia, restituendo progressivamente il complesso alla città e ai cagliaritani».

Il piano di recupero iniziale si concentrerà su una porzione strategica della struttura. Il cuore di questo primo lotto sarà la cappella, che ha un grande valore storico e artistico accresciuto dalla presenza delle opere di Aurelio Galleppini (in arte Galep, il leggendario papà grafico di Tex Willer).

Per realizzare l’intervento, la Fondazione ha stretto un’alleanza con il Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura dell'Università. Il budget stimato per questa prima fase ammonta a 80 mila euro.

Accanto alla chiesa, verrà restaurato il piccolo teatro interno, lo stesso spazio in cui i bambini della scuola mettevano in scena i loro spettacoli. Infine, tre stanze attigue, una volta ristrutturate, accoglieranno una parte dell'archivio storico dell'istituto. La cappella e gli spazi rinnovati dell’Istituto vincenziano, grazie alla collaborazione con l’associazione Imago Mundi, saranno aperti al pubblico in occasione della prossima edizione di Cagliari Monumenti Aperti.

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