Cagliari, l’Avis provinciale premia 48 donatori
Più plasma e una Sardegna finalmente autosufficiente sul fronte del sangue i temi al centro della Festa del DonatorePiù plasma, più donatori e una Sardegna finalmente autosufficiente sul fronte del sangue. Sono queste le sfide lanciate dall’Avis durante la Festa del Donatore organizzata a Cagliari, dove sono stati premiati 48 volontari provenienti da 24 comuni del territorio.
Tra i temi affrontati nel corso dell’iniziativa, particolare attenzione è stata dedicata alle prospettive della raccolta di plasma. «La nostra attività non può basarsi solo sulla raccolta del sangue intero. Il plasma permette di ottenere farmaci salvavita e, in un futuro molto vicino, potrà consentire di recuperare alla donazione anche i portatori sani di alfa e beta talassemia», ha spiegato Alessandra Coiana, responsabile dell’UdR Avis provinciale di Cagliari.
L’obiettivo ribadito, è aumentare le donazioni per ridurre la dipendenza dell’Isola dalle altre regioni italiane. «Non dobbiamo abbassare la guardia. Siamo ancora lontani dall’autosufficienza e continuiamo a ricevere un aiuto fondamentale da regioni come Piemonte e Lombardia. Per questo abbiamo bisogno anche del sostegno delle istituzioni e di un confronto con l’assessorato regionale alla Sanità. Grazie all’impegno dei donatori e dei volontari, l’Avis garantisce circa il 75% della raccolta regionale. È un lavoro che si svolge ogni giorno e che rappresenta un supporto indispensabile per il sistema sanitario», ha sottolineato il presidente regionale Avis Sardegna, Vincenzo Dore.
La giornata è stata anche l’occasione per celebrare chi ha scelto di donare con continuità, come spiegato dal presidente provinciale Cagliari, Nicola Ondradu: «Il 13 e il 14 giugno abbiamo celebrato la Festa provinciale del Donatore 2026, in concomitanza con la Giornata mondiale del donatore di sangue. Abbiamo festeggiato i donatori di tutte le Avis comunali della provincia, premiando due persone per ogni comune. La donazione crea un circolo virtuoso in cui chiunque doni ha un ritorno: è un gesto che aiuta gli altri, ma che porta benefici anche a chi lo compie».
A richiamare il significato etico della donazione è stato Lorenzo Ceribelli, tesoriere Avis Nazionale e presidente Avis Torino. «È un atto sociale che nessuno vedrà e che si compie nel rispetto della gratuità e dell’anonimato. Chi riceve il sangue non sa da dove arriva, ma quel gesto rappresenta una forma concreta di partecipazione e solidarietà».
Il momento più toccante della manifestazione è stato però l’intervento di Alessandro Lippi che, due anni fa proprio grazie agli esami effettuati in occasione di una donazione, ha scoperto di avere la leucemia. «Due giorni fa era il mio compleanno. In realtà è una bugia, non era il mio compleanno ma i 2 anni da quando mi hanno diagnosticato la leucemia. Grazie a quella diagnosi precoce ho potuto affrontare la chemioterapia e il trapianto di midollo», ha raccontato. «Pensavo di dare qualcosa agli altri, poi mi sono trovato dall’altra parte. Nel giro di tre mesi sono passato dal vedere una sacca vuota riempirsi con il mio sangue a una sacca piena appesa accanto a me che si svuotava per salvarmi la vita».
Lippi ha quindi rivolto un appello ai donatori. «Io stesso ho capito troppo tardi quanto fosse importante. Donavo, ma non con la frequenza con cui avrei potuto farlo. Quando vivi un’esperienza come la mia ti rendi conto che il sangue salva davvero le vite. Oggi ringrazio tutti coloro che donano perché senza quel gesto probabilmente non sarei qui».
