Ad Assemini è tempo di esami nelle scuole secondarie di primo grado: tante emozioni e altrettanto impegno, che arrivano a conclusione di un triennio intenso e ricco di cambiamenti.

Ieri pomeriggio, però, nell’Istituto Comprensivo Assemini 1, Scuola Secondaria di primo grado Plesso Nivola, diretto dalla professoressa Roberta Matta, la sessione d’esame pomeridiana è stata speciale perché tenuta nel costume tradizionale asseminese e interamente dedicata alle tradizioni della Sardegna.

Spiega la dirigente Matta: «Valorizzare tradizioni e identità sarde è un pilastro dell’offerta formativa della nostra scuola: abbiamo progetti che coniugano le radici culturali sarde con una visione aperta al futuro. Per questo ho accolto con grande entusiasmo la proposta dell’alunna - conclude - e siamo intenzionati a proseguire formando ulteriormente il personale docente per creare un connubio organico tra tradizione e innovazione, in una prospettiva locale ed europea».

È stata infatti un’esperienza unica quella proposta dalla giovanissima Maria Emma Zuddas, 14 anni, nel corso della sua discussione. Visibilmente emozionata tra le pieghe della gonna, il colletto inamidato e la preziosa filigrana sarda a impreziosirne il viso, ha sostenuto il suo percorso orale: «Ho potuto parlare del ballo sardo che amo, anche grazie alle mie insegnanti». Complice un corpo docente altrettanto appassionato infatti, ha trattato del ballo tradizionale e dei 50 anni del gruppo di cui fa parte. Dice la madre Tiziana Zanda: «Per Maria Emma entrare a far parte del gruppo folk S. Pietro è stata un folgorazione: già dalla seconda mi parlava del suo esame, di come l’avrebbe voluto “sardo”». Concordano anche le sue insegnanti che dicono all’unisono: «Così studenti e studentesse hanno l’opportunità di sviluppare un senso di appartenenza alla comunità e di comprendere il valore della tutela delle identità culturali».

L’esame si è poi concluso con una breve coreografia del gruppo folk S. Pietro. Dice Michele Deidda, il suo presidente: «È con piacere e un pizzico di orgoglio che siamo qui per portare avanti nelle giovani generazioni il lascito delle tradizioni e della nostra passione». 

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