Ieri notte intorno all’1 ennesima violenta rissa all’interno del CAS di Monastir, culminata nell’accoltellamento di un ospite della struttura. Per sfuggire agli aggressori, il ferito si è rifugiato verso le poche forze dell’ordine presenti sul posto. La reazione del gruppo è stata immediata e violenta: una sassaiola si è abbattuta contro il personale di servizio, danneggiando un’auto della Polizia e un container adibito a ufficio.

«Siamo all’assurdo e al limite della sopravvivenza – dichiara il segretario provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), Rosario Trovato – Da mesi denunciamo la follia di un sistema che vede oltre 800 migranti stipati in un impianto privo di reali divisioni strutturali tra CAS e Hotspot, presidiato unicamente da un’esigua manciata di poliziotti. I colleghi sono carne da macello in una vera e propria zona franca dominata da illegalità, armi improprie e soggetti pericolosi che si rifugiano nel centro dopo aver commesso reati all'esterno».

«Non aspetteremo che ci scappi il morto per vedere un intervento concreto – continua - Chiediamo la separazione fisica e immediata tra le strutture, l’invio contingente di rinforzi straordinari e annunciamo che siamo anche pronti a depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari affinché vengano accertate tutte le responsabilità di questa fallimentare e pericolosa gestione».

(Unioneonline)

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