Amministrative a Quartu, presentate le prime liste in Comune: con Milia gli ex sfidanti del 2020
Nove in tutto con circa duecentocinquanta aspiranti consiglieri comunali nella coalizione civica del sindaco uscentePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In fila dalle 8 del mattino, fra strette di mano e risate. Persino tra il sindaco uscente Graziano Milia e lo sfidante Roberto Matta, fra i primi ad arrivare oggi in Municipio durante il primo giorno dedicato alla presentazione delle liste elettorali per le Amministrative del 7 e dell’8 giugno, con eventuale ballottaggio quindici giorni dopo. E fra le curiosità c’è il sostegno a Milia dei suoi ex “nemici” che nel 2020 lo hanno sfidato per la poltrona di primo cittadino quartese: Christian Stevelli, Francesco Piludu e persino Francesco Pandolfi.
Nove liste in tutto con circa duecentocinquanta aspiranti consiglieri comunali nella coalizione civica del sindaco uscente Milia: amministratori della consiliatura in scadenza, ma anche volti nuovi, e qualche ritorno dopo anni di assenza in Municipio. Le liste della coalizione civica sono state presentate tutte oggi: Milia sindaco, Per Quartu, Avanti, Verdi e sinistra Ajò, Polo civico Uniti in Movimento, Federalisti autonomisti e liberal democratici, Cittadini per Flumini e Quartu Sant’Elena, Patto democratico per Quartu, Movimento civico.
Scoglio burocratico superato anche da Roberto Matta, candidato sindaco sostenuto dalla lista Turismo e progresso con i suoi ventotto candidati, quasi tutti nomi nuovi nel panorama politico cittadino: imprenditori, operatori sanitari, insegnanti, artigiani, operatori del turismo e figure del mondo culturale e sociale. Elenco e simbolo sono stati depositati a fine mattina in Municipio.
Il centrodestra guidato dal candidato sindaco Marco Porcu - a parte Sardegna 2020, FdI e Riformatori che hanno consegnato nel pomeriggio - completerà domani, entro mezzogiorno, la presentazione delle liste che lo sostengono. Con lui ci sono dodici sigle politiche, tra partiti e movimenti civici, che si traducono in sei liste in corsa per tentare quel “cambio di passo” usato come slogan della coalizione.
