Proposte indecenti alla badante:ottantenne condannato a Oristano
Palpeggiamenti, apprezzamenti ma anche offerte di soldi in cambio di prestazioni sessuali. Gli episodi di violenza sarebbero avvenuti per mesi, quando l'anziano era sicuro di essere solo in casa con la donna. L'uomo è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Attenzioni morbose condite con proposte ambigue. Le avance andate ben oltre le parole e un'accusa pesante quanto il verdetto dei giudici. Eugenio Piras, ottantenne oristanese, ieri è stato condannato dal Tribunale di Oristano per violenza sessuale. Un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione della pena, il pagamento delle spese processuali e il risarcimento dei danni alla vittima, una giovane badante che prestava assistenza all'anziano.
LA STORIA Gli episodi, che risalgono a circa due anni fa, sarebbero andati avanti per diverso tempo. Secondo la ricostruzione dei magistrati e le testimonianze della donna, l'anziano in più di un'occasione avrebbe avuto atteggiamenti invadenti nei suoi confronti. Apprezzamenti verbali, ma anche qualche carezza di troppo. Oltre all'offerta di denaro in cambio di prestazioni sessuali. I fatti sarebbero avvenuti sempre nella casa cittadina dell'uomo, quando rimaneva solo con la badante. La donna, per mesi ha subito in silenzio, ma alla fine ha deciso di mettere fine a questa squallida storia. Ha preso coraggio, ha denunciato il pensionato di ottant'anni raccontando ai carabinieri quanto accadeva tra le mura di quel palazzo. Accuse pesanti all'indirizzo di Eugenio Piras che ha sempre respinto ogni contestazione.
IL PROCESSO La vicenda era stata ricostruita nell'udienza del maggio scorso davanti ai giudici del Tribunale (presidente Modestino Villani, a latere Mameli e Ariu) proprio dalla badante (parte civile con l'avvocato Dina Mereu). La donna rispondendo alle domande del pubblico ministero Paolo De Falco, aveva raccontato di essere stata oggetto di pesanti attenzioni da parte dell'anziano che in diverse occasioni avrebbe allungato le mani. Tutti i testimoni, amici e vicini di casa dell'uomo, però avevano riferito di non aver mai assistito ad alcun approccio da parte dell'ottantenne. Presumibilmente, per lasciarsi andare l'uomo aspettava di essere da solo con la donna.
LA SENTENZA Ieri mattina l'ultimo capitolo di questa vicenda. In aula l'avvocato difensore Rinaldo Saiu ha più volte rimarcato che il suo assistito è «una persona debole, altamente circuibile. Un uomo solo e con problemi fisici - ha osservato - anche la perizia dello specialista Pasquale Trebisonna ha confermato questi aspetti». Secondo la difesa «l'anziano sarebbe la vera vittima di un classico caso in cui si è cercato di approfittare di una persona più debole». L'arringa non è bastata a far crollare le accuse e a convincere i giudici. Dopo un'ora di camera di consiglio, è arrivata la sentenza di condanna a un anno e quattro mesi. Il pubblico ministero Paolo De Falco aveva chiesto invece due anni di reclusione. Il pensionato è stato assolto per il reato di ingiuria, mentre dovrà risarcire la badante e pagare le spese legali.
VALERIA PINNA