Giro di vite sulla sicurezza nelle coste sarde dopo gli ultimi episodi che hanno visto nelle coste africane una recrudescenza del fenomeno della pirateria moderna. La capitaneria di porto di Oristano assicura che, nonostante il considerevole flusso di traffici internazionali di navi mercantili che incrociano al largo della costa Centro Occidentale dell'Isola, «la situazione all'intreno delle acque territoriali italiane nel quadrante oristanese è sotto controllo». La marina militare infatti può intervenire in acque internazionali, oltra le 12 miglia, su navi straniere solo in caso di episodi che riguardano pirateria e tratta di schiavi. Ma il pericolo potrebbe (il condizionale è d'obbligo) presentarsi all’interno dello specchio di mare di competenza. «I controlli che vengono effettuati ordinariamente nelle navi che entrano in porto sono rigorosi, ogni marinaio viene identificato e in particolare in questo periodo le verifiche sono ancora più attente sulle imbarcazioni che arrivano da paesi a rischio», dichiara il comandante della capitaneria di porto Alberto Ugga. Dalla capitaneria di porto di Oristano spiegano anche che all’interno del Mediterraneo è quasi del tutto escluso il pericolo di assalti come quelli che nei gironi scorsi si sono ripetuti nel golfo della Somalia. Tra le navi finite nel mirino delle bande anche un mercanto italiano. Al largo del litorale oristanese incrociano i grandi mercantili che collegano i maggiori porti europei con il Nord Africa. Tra le più trafficate c’è la rotta calda Gibilterra-Suez.
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