. A sottoscriverle - in un appello-denuncia indirizzato ai vertici nazionali - sono i consiglieri regionali Ignazio Artizzu, Rosanna Floris, Antonio Pitea, Alberto Randazzo, Nicola Rassu, Onorio Petrini, Paolo Terzo Sanna e Carlo Sanjust, il sindaco di Cagliari Emilio Floris, l'ex primo cittadino di Sassari ed ex senatore Nanni Campus, i parlamentari Settimo Nizzi, Mauro Pili, Beppe Pisanu e Fedele Sanciu. In 14 sabato si sono ritrovati a Oristano per l'ennesima strigliata alla vigilia delle amministrative.

INTERVIENE IL CAVALIERE Per cercare di mettere subito le cose a posto è intervenuto Silvio Berlusconi, prima di lasciare Villa Certosa, dove ha trascorso il week end. Il premier «esprime il suo apprezzamento per il presidente Cappellacci e per la sua Giunta in vista delle prossime elezioni amministrative, che riguarderanno tutte le province sarde e diversi Comuni importanti». Nella sua veste di presidente del Pdl, Berlusconi ricorda che «grazie al suo governo impostato sui fatti e non sulle chiacchiere, il presidente Cappellacci ha guadagnato nove punti di fiducia secondo l'ultimo sondaggio pubblicato da L'Unione Sarda. Sono sicuro che tutti gli eletti nazionali, regionali, provinciali e comunali del Pdl daranno il loro appoggio concreto e fattivo al presidente Cappellacci per ottenere nuovi e significativi successi elettorali».

POSSIBILE INCONTRO Un obiettivo i dissidenti comunque l'hanno centrato. Entro la fine del mese potrebbero essere convocati da Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi, i triumviri cui è affidato il coordinamento nazionale del partito, se non addirittura da Berlusconi in persona. Che già ieri la situazione fosse già meno tesa lo dimostrano le parole di Nanni Campus, portavoce dei dissidenti: «Il fatto che il presidente non abbia censurato la nostra posizione», dice, «rafforza la convinzione che sia necessario richiamare tutti a una maggiore incisività e a una maggiore chiarezza. Necessarie, perché siamo i primi a sostenere Cappellacci».

IL DOCUMENTO Ma resta fermo il contenuto dell'appello di Oristano: «Consapevoli dell'estrema delicatezza della situazione interna al nostro partito», scrivono i quattordici nel documento, «e vivamente preoccupati per l'arroganza e la protervia di taluni atteggiamenti che rischiano di compromettere le prossime amministrative, ci appelliamo ai vertici nazionali del Pdl pronti ad assumerci le nostre responsabilità». Per i “ribelli”, bisogna «correggere gli errori e contribuire ad avviare un dialogo costruttivo per rafforzare l'azione politica del partito, della maggioranza e del gruppo consiliare che sostiene Cappellacci». E poi: «C'è bisogno di un nuovo progetto generale di sviluppo e di un coerente disegno di riforma dello Statuto regionale. Noi riteniamo che tocchi al Pdl chiamare a raccolta le energie migliori della Sardegna per realizzare questi due grandi obiettivi».

REAZIONI In serata intervengono il capogruppo in Consiglio Mario Diana e il coordinatore regionale Mariano Delogu. Come il premier, anche loro promuovono l'operato di presidente e Giunta: «Alla luce degli importanti risultati che si stanno raggiungendo e degli attestati di apprezzamento che il governatore Cappellacci si sta guadagnando, siamo certi che il Pdl sardo saprà sostenere con forza e unità, come ha sempre fatto, l'operato della Giunta affinché sia data piena attuazione al programma e si possa traghettare la Sardegna fuori dalla crisi economica, rilanciandone lo sviluppo».

IL GOVERNATORE Chiude il cerchio Ugo Cappellacci. E prova a stemperare i toni: «Berlusconi ha dato il senso di ciò che occorre oggi. L'unico obiettivo è il bene comune della Sardegna e per centrarlo serve senso di responsabilità da parte di tutti». Quanto ai problemi interni al Pdl «vanno gestiti all'interno del partito». Non è escluso che già oggi si tenti di ricucire lo strappo: a Cagliari si riuniscono alle 10,30 il vertice di maggioranza e alle 16,30 il coordinamento regionale.

LORENZO PIRAS
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