Pd e Progressisti verso la fusione: nasce il “super gruppo” in Consiglio regionale
I dem si preparano alle politiche, segretario Lai: “Primarie non inevitabili». La mossa blinda Ghirra alla Camera e prepara il terreno per la conferma di Zedda a Cagliari nel 2029Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Prima l'unificazione dei gruppi in Consiglio regionale, poi la costruzione di una «prospettiva politica comune, in vista del prossimo congresso regionale del Partito Democratico della Sardegna». Pd e Progressisti, il cui leader regionale è il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, potrebbero presto fondersi rappresentando nell'Isola la forza maggiormente rappresentativa del campo largo che guida il governo della Regione a trazione M5s con l'esponente pentastellata Alessandra Todde. E se nell'Isola si parla tanto di rimpasti in giunta, a partire dall'assessorato della Sanità detenuto ad interim dalla governatrice, e del valzer delle presidenze della commissioni consiliari a metà legislatura, per ora l'obiettivo di Pd e Progressisti sono le elezioni politiche.
«La proposta di costruire una casa comune più forte ci ha trovato da subito convinti sostenitori», dice il segretario dem e deputato Silvio Lai, «l'unità delle forze progressiste non può essere evocata soltanto alla vigilia delle elezioni. Deve essere preparata nel lavoro quotidiano, nelle istituzioni e nei territori, attraverso scelte politiche, battaglie condivise e una crescente capacità di elaborazione comune». La prospettiva indicata dalla Direzione del partito guarda però alle elezioni del 2027: il Parlamento che sarà eletto sarà infatti chiamato, nel corso della legislatura, a eleggere il successore del Presidente Sergio Mattarella».
Oggi però, per il Pd sardo la priorità è costruire un centrosinistra unito attorno a un programma comune e a una leadership credibile: «Non siamo noi a chiedere le primarie e non consideriamo inevitabile celebrarle. Se la legge sarà definitivamente approvata e il centrosinistra deciderà di ricorrervi per individuare il proprio candidato, il Partito Democratico si farà trovare pronto anche in Sardegna. Lo farà avendo cura di preservare l'unità della coalizione regionale e sostenendo con determinazione la candidatura della segretaria del Pd Elly Schlein. Ma oggi il punto politico è un altro: contrastare una legge sbagliata e costruire un'alternativa credibile al Governo Meloni», conclude Lai.
Con questa mossa il Pd rafforza la propria presenza numerica in aula portando il gruppo, con l’ingresso di Francesco Agus e Ivan Pintus, a contare 13 consiglieri. Secondo gli analisti inoltre i dem, a un anno dalle elezioni nazionali, guardano con interesse al bacino di voti dei Progressisti a Cagliari (dove avevano superato il 14% alle comunali, appena un punto sotto il Pd), mentre i Progressisti puntano a blindare la ricandidatura di Francesca Ghirra alla Camera dei Deputati nele site del Pd e a preparare il terreno per Massimo Zedda in vista delle comunali del 2029, quando l’attuale sindaco tenterà la corsa a palazzo Bacaredda per la quarta volta.
Ma nel consiglio comunale di Cagliari non ci saranno fusioni immediate. «Personalmente auspico che, almeno per questa consiliatura, i gruppi restino distinti», dichiara la capogruppo dem Marta Mereu, «andiamo molto d’accordo, lavoriamo in grande sintonia e la collaborazione è già molto forte, ma siamo stati eletti così e credo sia giusto rispettare questa configurazione fino alla fine del mandato. Se poi il percorso porterà i Progressisti a entrare a pieno titolo nel Pd», aggiunge, «con un’adesione formale al partito, allora il tema neppure si porrà: alle prossime elezioni la lista sarà unica e, di conseguenza, ci sarà un unico gruppo consiliare».
(Unioneonline/En.Ne.)
