Pastori, la protesta continuaResta il nodo "de minimis"
Dopo il fallimento della trattativa con la Regione sulla vertenza del settore agropastorale, il Movimento dei pastori sardi guidato da Felice Floris, riunito oggi in assemblea a Tramatza, rilancia la protesta e annuncia per mercoledì prossimo a Cagliari una nuova manifestazione davanti al Consiglio regionale. Il Pad'Az propone: "Integrazione al reddito invece dei de minimis". Floris contrario: "Utopia".Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
"La lotta dei pastori sardi continua e sarà ogni giorno più determinata”.
La conferma della linea dura è stata data dal leader del Movimento Pastori Sardi, Felice Floris, pochi attimi prima di aprire l'assemblea dei delegati del Movimento, giunti da tutta la Sardegna a Tramatza, per decidere le modalità della nuova manifestazione di protesta in programma mercoledì prossimo 3 novembre, ancora a Cagliari, dove la settimana scorsa ci fu un durissimo scontro con le forze dell'ordine. "Cosa faremo lo decideranno i delegati", ha spiegato Floris, precisando però che la piattaforma delle rivendicazioni resta quella già nota. In particolare, il Movimento dei Pastori sardi non intende rinunciare alla richiesta del contributo “de minimis” fino a 15 mila euro per ogni azienda. E al ministro per l'Agricoltura Giancarlo Galan che ieri aveva detto chiaro e tondo che i soldi per i 'de minimis' non ci sono e non ci saranno, Floris risponde in modo deciso: “Il ministro Galan deve solo stare zitto, vergognarsi e dimettersi, perché il suo predecessore e collega della coalizione di maggioranza ha tirato fuori un miliardo 630 milioni di euro per premiare l'agricoltura illegale del Nord Italia e a noi che siamo rimasti nella legalità, e ci vogliamo restare finché sarà possibile, bastano 250 milioni”.
LA PROPOSTA Per il Partito sardo d'Azione è "l'uovo di Colombo": al posto dei contributi "de minimis" fino a 15.000 euro che non si possono erogare alle aziende agropastorali sarde in grave crisi, la stessa somma (con un possibile progressivo aumento nel tempo) si può garantire annualmente come integrazione al reddito stimolando lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili. Per evitare possibili speculazioni, ogni allevatore o coltivatore potrebbe far installare un impianto eolico o fotovoltaico con potenza limitata a 200 kilowatt. Chi se lo può permettere avrebbe facile accesso ai mutui bancari per 15 o 20 anni e, al di là del pagamento delle rate, userebbe parte dell'energia autoprodotta per il funzionamento aziendale e parte la venderebbe. Per chi, invece, si trova in sofferenza economica, la Regione potrebbe intervenire a costo zero attraverso la sua società finanziaria Sfirs per fornire le garanzie richieste dagli istituti di credito. Il gruppo sardista in Consiglio regionale ha presentato un emendamento al disegno di legge di sostegno al comparto agro-pastorale che prevede la spesa di un milione di euro per il 2010 e di 15 milioni nel prossimo triennio. I tempi di realizzazione del progetto sarebbero immediati perché non ci sarebbero ostacoli di tipo paesaggistico e, inoltre, si farebbero lavorare le aziende sarde specializzate nelle installazioni.
LA REPLICA Floris ha però bocciato senza possibilità di appello la proposta del Psd'Az. "E' un'utopia - ha detto Floris al termine dell'assemblea - del Movimento a Tramatza (Oristano) che può risolvere i problemi di qualche azienda, ma non quelli della pastorizia sarda e delle sue 17 mila aziende. A noi servono proposte serie: se arriveranno le prenderemo in considerazione".