Orsa Tpl, adesione massiccia allo sciopero del 9 gennaio
Segnale del «forte disagio» dei lavoratori, sottolinea il sindacatoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Adesione massiccia, oltre il 70% allo sciopero degli autisti e ferro-tranvieri del sindacato ORSA TPL in ARST. Venerdì scorso 9 gennaio sono state registrate percentuali altissime di astensione da lavoro che «certificano un malessere profondo, ignorato da mesi dalla dirigenza aziendale e che si è riversato in pieno sul servizio, una risposta ampia, convinta e compatta da parte dei lavoratori», precisa Luigi Melis della segreteria regionale ORSA Sardegna.
Tanti i disagi per i cittadini: linee interrotte, rientri e trasferimenti annullati, corse soppresse in tutta la Sardegna «ci scusiamo con l'utenza ma la colpa è da addebitare esclusivamente al comportamento della dirigenza ARST».
Secondo ARST invece nella mattinata hanno aderito solamente il 13% dei lavoratori, dati smentiti dalla segreteria ORSA: «da parte di ARST ci sono state pressioni e comportamenti minacciosi contro i Lavoratori che si accingevano a scioperare. Addirittura hanno aumentato il servizio con riserve e turni di disponibilità per coprire le corse e i turni del personale aderente allo sciopero, però da nord a sud, la mobilitazione è stata molto alta, con numerose corse bus e servizi ferroviari soppressi».
«Ancora una volta i Lavoratori hanno lanciato un messaggio chiaro e inequivocabile. L’atteggiamento di chiusura e arroganza di ARST sta sfidando apertamente i lavoratori, spingendoli verso forme di protesta sempre più incisive».
Le rivendicazioni dei lavoratori ORSA: revisione dei turni e dei nastri orari insostenibili; rivalutazione delle indennità e dei salari fermi da anni; regole certe su part-time, trasferimenti e cambi turno; buoni pasto equi e realmente universali; stabilizzazione del Personale precario; rispetto del Personale Viaggiante e Operativo, vero motore dell’azienda; stabilizzazione Personale assuntore. «Se non arriveranno risposte concrete e immediate, la mobilitazione è destinata ad alzare ulteriormente il livello, fino ad approdare anche in piazza con manifestazioni pubbliche», precisa Melis.
