L'iniziativa dell'arcivecovo di Oristano, Ignazio Sanna, ha avuto naturalmente una risposta molto forte nel paese natale di Rossella, Samugheo, dove il parroco don Alessandro Floris e il sindaco Antonello Demelas sono fin dal primo giorno in prima linea in tutte le iniziative di solidarietà e di sensibilizzazione per il dramma che stanno vivendo Rossella e i suoi familiari, e altrettanto è accaduto in molte delle 85 parrocchie della Diocesi. A Oristano la veglia di preghiera e l'esposizione dei lumicini è stata anticipata a giovedì scorso. "Il lumicino sul davanzale della propria casa - ha detto l'arcivescovo - sarà un modo tangibile per auspicare che al più presto Rossella e i suoi compagni facciano rientro in famiglia. Gli angeli del cielo portino le nostre voci e le nostre luci nella prigione di Rossella. Sono voci di pace. Sono luci di speranza. Esaltano ed illuminano la grande ed esemplare generosità di Rossella per i profughi del Saharawi. Chiediamo a chi la tiene prigioniera che venga lasciata libera perché viva i suoi ideali e realizzi la sua missione. La sua passione umanitaria tocca il cuore di noi e consacra le nostre tradizioni di coraggio e nobiltà".(ANSA). E10-AR
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