La violenza dei colpi è stata tale che l'attrezzo si è rotto quasi subito; a quel punto il giovane ha preso il piede metallico di un'impalcatura e ha continuato a colpire il padre, ripetutamente, fino a fracassargli il capo. A pochi passi un muratore, impegnato nei lavori di sistemazione del locale accanto, ha assistito alla scena impotente e incredulo.

IL FATTO La tragedia si è consumata ieri pomeriggio, in pieno centro, a Oristano, in una via Cagliari trafficata dalle auto di rientro dalla passeggiata domenicale. Pierpaolo Pinna, istruttore di nuoto, era a casa con il padre, carrozziere in pensione, con l'officina a pochi passi dalla stazione di servizio Esso, di fronte agli uffici dell'Aci. Ancora poco chiari i motivi che intorno alle 17 hanno provocato la discussione tra padre e figlio, ma sembra che fra i due i rapporti fossero diventati difficili per problemi di vecchia data. Le cose erano precipitate, poi, da qualche anno, in seguito alla morte della madre dell'istruttore di nuoto, Teresa: da quel momento il giovane si era ritrovato a dover condividere la casa con il padre, anche se in compagnia della sorella Alessandra, 39 anni, mentre il fratello, Gianluca, 41, vive da un'altra parte. A quanto pare, da qualche tempo Pierpaolo Pinna soffriva di qualche disturbo, periodicamente cadeva in depressione.

LA LITE Ieri pomeriggio la discussione si è fatta sempre più accesa fra i due, al piano terra del grande caseggiato dove fino a qualche anno fa Pinuccio Pinna svolgeva la sua attività di carrozziere; i toni si sono fatti via via più pesanti, finché il giovane, accecato dalla furia, ha afferrato un badile, che però si è spezzato dopo i primi colpi; quindi ha cercato qualche altro attrezzo, i suoi occhi si sono fermati sul piede di un'impalcatura da parete, una sorta di tubo in metallo a forma di croce, lo ha impugnato e ha colpito ripetutamente il padre sul capo. Lo ha massacrato.

L'ALLARME Una scena terribile seguita da un muratore che era al lavoro in un locale accanto, sempre all'interno della palazzina dei Pinna. L'operaio, impietrito e incredulo, è riuscito comunque a chiamare il centralino del 113 per chiedere aiuto; è stato poi affidato alle cure dei medici del pronto soccorso dove è stato trasportato sotto shock. Dall'altra parte della strada anche il titolare della concessionaria Toyota, ieri aperta eccezionalmente, ha sentito baccano provenire dalla palazzina di fronte e ha capito che c'era qualcosa che non andava. Certo non immaginava la tragedia che di lì a poco si sarebbe consumata, ma ha comunque telefonato subito in Questura. Nel giro di pochi minuti, in via Cagliari, sono arrivati gli uomini della squadra mobile (coordinati dal capo Pino Scrivo) e quelli della squadra volanti (guidati dal responsabile Gianluca Fargnoli) della Questura, i vigili del fuoco e l'ambulanza del 118. Medici e infermieri hanno, purtroppo, solo potuto constatare che il carrozziere in pensione era ormai privo di vita.

L'ARRESTO Successivamente è arrivato anche il magistrato di turno, il sostituto procuratore Armando Mammone. Pierpaolo Pinna, bloccato immediatamente dagli agenti, non si è opposto alle forze dell'ordine: mentre veniva ammanettato, avrebbe pronunciato frasi prive di senso che facevano riferimento a satana; non solo, sembra anche che abbia chiesto di incontrare l'arcivescovo. Il giovane (assistito dall'avvocato Pierluigi Meloni) è stato quindi accompagnato negli uffici della questura dove è stato interrogato dal magistrato, ma continuava a dire parole senza senso, tanto che gli inquirenti hanno valutato se fosse il caso di ricoverarlo in ospedale, più che trasferirlo in carcere.

IL DOLORE In via Cagliari sono arrivati familiari, parenti e amici della famiglia Pinna, molto conosciuta in città; la vittima era nota per la sua attività di carrozziere, così come i figli Gianluca e Alessandra, titolari di una tabaccheria nel quartiere del sacro Cuore; lo stesso Pierpaolo era noto nell'ambiente degli sportivi per la sua attività, svolta negli anni passati nella piscina comunale e in alcune palestre; ultimamente aveva insegnato educazione fisica al liceo classico “De Castro”. Parenti e amici sono rimasti increduli di fronte a questa tragedia: sapevano che fra padre e figlio i rapporti erano diventati tesi e le discussioni erano all'ordine del giorno, ma certamente non immaginavano che potesse finire nel sangue.

PATRIZIA MOCCI
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