Ma la mente e le motivazioni (i soldi e il desiderio dei terroristi di mantener alta la tensione) potranno esser convinte solo con un costante lavoro della diplomazia e delle forze dell'ordine. E' quanto è stato ribadito questa mattina da migliaia di allievi delle scuole che hanno preso parte alla manifestazione "Rossella Libera" organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti. "Volevamo dare un segno forte anche noi - ha spiegato la vice presidente della Consulta, Angela Lebiu - perché Rossella è stata un'allieva del liceo classico De Castro di Oristano come me e ci è sembrato, per noi tutti, doveroso stare vicino a lei e alla sua famiglia". Da piazza Roma gli studenti, molti con magliette bianche, hanno sfilato con un corteo silenzioso per le vie della città sino a piazza Eleonora d'Arborea dove, stretti attorno ai genitori di Rossella, è stata ricordata la vicenda della cooperante partita in Africa per aiutare la popolazione. "Questi sono momenti importanti - ha sottolineato Antonello Demelas, sindaco di Samugheo, paese di cui è originaria Rossella e dove vivono i genitori - le manifestazioni tengono alta l'informazione sulla vicenda. E' bene parlarne, chiedere la sua liberazione, e tutta la comunità è vicina ai suoi parenti". Sul fronte delle indagini due uomini considerati i presunti rapitori della cooperante italiana, Rossella Urru, e di altri due colleghi spagnoli, presi in ostaggio in Algeria ad ottobre, sono stati arrestati il 5 dicembre a Nouadhibou, nel nord-ovest della Mauritania. I tre cooperanti erano stati rapiti in un campo di profughi Saharawi, nel sud dell'Algeria. Rossella era l'unica italiana presente nel campo dove lavora da due anni per il Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (Cisp). A fine ottobre altre otto persone erano state arrestate in Algeria perché pare coinvolte nel rapimento che, dopo una prima fase, potrebbe aver assunto una diversa evoluzione con i sequestrati forse venduti ad una cellula di Al Qaeda. (ANSA). AR
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