Dove però le norme di sicurezza non venivano rispettate scrupolosamente e i pericoli, secondo i carabinieri, erano altissimi: al punto che i militari del Nucleo operativo ecologico di Cagliari hanno sigillato il cantiere di via Parigi e trasmesso una comunicazione alla Procura delle Repubblica di Oristano. Con due ipotesi di reato: gestione non autorizzata di rifiuti e mancanza del certificato di prevenzione incendi.

LE ACCUSE La Renova Tyres, che è la società proprietaria del grande capannone finito sotto sequestro, era stata autorizzata dall'amministrazione provinciale di Oristano per l'apertura di un impianto per la raccolta e la distruzione di pneumatici. All'interno della discarica, secondo i vincoli imposti dalla concessione, potevano essere raccolte non più di dieci tonnellate di pneumatici al giorno, ma i carabinieri del Noe hanno accertato diverse irregolarità nella gestione. All'interno dello stabilimento, tra l'altro, non venivano rispettate alcune importanti prescrizioni di sicurezza, come l'assenza di un piano per la prevenzione degli incendi. La situazione, secondo la relazione che i carabinieri del Noe hanno trasmesso alla procura oristanese, rischiava di essere molto pericolosa, visto che l'impianto di via Parigi della Renova Tyres si trova a poca distanza da un grande deposito di gas. E confina con altri capannoni e ed è sfiorato dalla linea ferroviaria che collega il porto con la stazione di Piazza Ungheria.

LE AUTORIZZAZIONI Il via libera per far entrare in funzione il deposito di copertoni era stato firmato dall'Assessorato provinciale all'Ambiente. «Il progetto della società è stato sottoposto al parere di una conferenza di servizi che ha accertato la regolarità dell'iniziativa - ha spiegato il dirigente del Settore ambiente della Provincia Piero Dau - L'autorizzazione è stata firmata senza problemi, ma ora si è scoperto che i vincoli che erano stati previsti nella concessione non venivano rispettati scrupolosamente». Per questo sono scattati i sigilli e nei giorni scorsi il magistrato che sta seguendo l'indagine ha firmato l'ordine di bonifica del sito.

LA STRUTTURA Nel cimitero di pneumatici di via Parigi arrivavano ogni giorni migliaia pneumatici da mezza Sardegna. Quello della Renova Tyres infatti è uno dei pochissimi impianti in funzione nell'isola: davanti al capannone c'è un grande piazzale che è totalmente occupato dalle gomme e sul retro c'è un deposito ancora più vasto. Una montagna alta diversi metri. Una precedente ispezione all'interno dell'impianto della zona industriale risale allo scorso anno: anche in quel caso i militari del Noe di Cagliari avevano fatto scattare le sanzioni per una serie di irregolarità e l'attività della Renosa Tyres era stata bloccata. Successivamente però l'impresa aveva rimediato alle carenze rilevate dai carabinieri e l'amministrazione provinciale di Oristano aveva firmato tutte le autorizzazioni necessarie per far funzionare la discarica.

IL PROGETTO Dopo il sequestro dei giorni scorsi rischia di rimanere in stand-by anche il progetto di ampliamento dell'impianto. Ad agosto, infatti, la Giunta regionale ha dato il via libera alla proposta presentata dalla Renova Tyres per aumentare le capacità di raccolta della struttura. Per realizzare le opere necessarie la società ha previsto un investimento di un milione e mezzo di euro: al termine dell'intervento l'impianto di dovrebbe essere in grado di smaltire ventisette tonnellate di copertoni al giorno, arrivando a un quantitativo massimo di 6840 tonnellate all'anno. La Giunta regionale ha firmato il parere necessario e così la Renova Tyres potrà avviare l'intervento anche senza la valutazione d'impatto ambientale. Rispettando però una serie di vincoli: ridurre l'impatto acustico dei macchinari, depositare le gomme in cumuli non più alti di due metri, tenere sotto osservazione costante le emissioni di gas e controllare gli scarichi fognari.

NICOLA PINNA
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