Tempo fa hanno pagato per essere padroni del pezzo di terra dove hanno costruito la loro abitazione, in realtà però non lo sono mai stati. Ecco perché tanti cittadini non hanno mai potuto vendere il proprio immobile. Ora però arriva la svolta. Il Comune di Santa Giusta, che tantissimi anni fa aveva concesso di far costruire le case in diverse aree che erano a uso civico, ha approvato quattro delibere storiche che sanano quel famoso pasticcio che, specie negli ultimi anni, ha causato diverse polemiche. I provvedimenti liberano dai vincoli che esistono dal 1938 diverse zone del paese. Gli ettari che l'amministrazione doveva liberare dall'uso civico erano in tutto 314.

"La prima delibera - piega il sindaco Andrea Casu - prevede il trasferimento e l'accorpamento dei diritti di uso civico da alcuni lotti del centro abitato come via Deledda, via Fermi ei vicoli collegati, oltre alle aree dell'ex cartiera e dell'ex maglieria, verso un terreno comunale acquisito tramite permuta dal Consorzio Industriale". Con la seconda delibera è stata invece rivista la presenza dell'uso civico nell'area Is Melonis. Con la terza delibera è stata liberata parte della zona Pip. "Con l'eliminazione dell'uso civico si potranno alienare i lotti oi fabbricati, o contrarre mutui per la costruzione o ristrutturazione", spiega il sindaco di Santa Giusta, Andrea Casu.

Infine, con la quarta delibera, il Consiglio ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2026 le concessioni dei terreni agricoli gravati da uso civico in scadenza quest'anno. Tutto questo, in attesa del nuovo bando per l'assegnazione decennale delle aree ad allevatori e agricoltori. L'iter per trasferire gli usi civici è iniziato nel 2021. Quando l'amministrazione aveva adottato il Piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche, poi approvato dalla Regione.

Era il primo atto per iniziare il trasferimento. Per tre anni l'Ufficio tecnico, per la mole di lavoro da portare avanti, così hanno sempre riferito gli amministratori, non è riuscito a mettere nero su bianco i vari trasferimenti. A quel punto, a febbraio del 2024, il Comune ha deciso di affidare l'incarico ad un tecnico esterno. E ora ci siamo. L'iter, per concludersi, dovrà essere approvato dalla Regione.

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