Uras, sul mancato scioglimento del Consiglio comunale la Regione prende atto della sentenza del Tar
Così l'assessore Spanedda risponde all'interrogazione del gruppo di Fratelli d'Italia. Cera: «Tutto molto dubbio»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È come se nessuno volesse prendersi la briga di intervenire. Il caso del mancato scioglimento del Consiglio comunale di Uras continua a far discutere. Per la prima volta è intervenuto l’assessore regionale agli Enti Locali, Francesco Spanedda, quasi costretto. A lui, infatti, era rivolta l’interrogazione presentata dai consiglieri regionali del gruppo Fratelli d'Italia dopo le contestuali dimissioni di sette consiglieri comunali, il 30 settembre 2025.
«Questo assessorato - recita la risposta all'interrogazione - non può che prendere atto della sentenza del Tar che ha dichiarato inammissibile il ricorso dei ricorrenti». I giudici, però, hanno anche scritto che la Regione è l'unica autorità competente a decretare la fine del Consiglio comunale. Motivo per il quale i dimissionari potrebbero presentare una nuova istanza alla Regione. Un caso che diventa sempre più intricato. I firmatari del documento (Paolo Truzzu, Emanuele Cera, Fausto Piga, Antonello Floris, Maria Francesca Masala, Francesco Paolo Mula, Gianluigi Rubiu, Corrado Meloni e Cristina Usai) chiedevano di sapere per quali ragioni non fosse stata disposta immediatamente la sospensione del Consiglio e il suo successivo scioglimento, con conseguente nomina di un commissario. Chiedevano inoltre se la Regione avesse autorizzato o avallato la surroga di un consigliere senza il numero legale per la convocazione del Consiglio comunale del 14 ottobre scorso.
Spanedda fa intendere che inizialmente la Regione si stesse occupando del caso: «La surroga è intervenuta mentre era ancora in corso l'istruttoria relativa, che, a causa della peculiarità del caso specifico, si presentava particolarmente complessa». L'assessore ricorda poi che con «il riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna è stata eliminata dall’ordinamento anche l’ultima forma di controllo di legittimità degli atti emanati dagli enti locali da parte della Regione». Ricorda ancora la recente sentenza del Tar, al quale si sono rivolti i dimissionari: ricorso inammissibile. I giudici della seconda sezione (presidente Tito Aru, estensore Andrea Gana, a latere Silvio Esposito) hanno però chiarito che l’annullamento della delibera di surroga non comporterebbe comunque lo scioglimento automatico del Consiglio comunale, poiché in Sardegna tale potere spetta esclusivamente alla Regione.
Il consigliere Emanuele Cera: «Tutto molto dubbio. Per casi simili il Consiglio è stato sciolto».
Ora non rimane che attendere i prossimi scenari. In regione potrebbe arrivare una nuova interrogazione. I consiglieri dimissionari potrebbero rivolgersi invece sia al Consiglio di Stato per tentare di ribaltare la sentenza del Tar o presentare una nuova istanza alla Regione. Raffaele Soddu, uno dei legali che assiste i dimissionari: «Dopo le feste valuteremo il da farsi».
