Uras, l'emergenza sanitaria sbarca in Regione
Il Gruppo consiliare di Fratelli d'Italia ha presentato un'interrogazione. Il primo firmatario è il consigliere Emanuele CeraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Nell'Oristanese la sanità territoriale sta crollando pezzo dopo pezzo sotto gli occhi di tutti. A Terralba, Uras e San Nicolò d'Arcidano i cittadini vengono progressivamente privati dei servizi sanitari essenziali, mentre la Regione continua a voltarsi dall'altra parte e la sua maggioranza continua a scaricare le responsabilità al passato».
Lo dichiara il consigliere regionale Emanuele Cera, primo firmatario dell'interrogazione urgente depositata oggi e sottoscritta dall'intero Gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, con cui viene chiamata in causa direttamente la Presidente della Regione Alessandra Todde nella sua duplice veste di Presidente della Giunta e di Assessore regionale della Sanità ad interim.
«Da oltre un anno centinaia di cittadini di Uras attendono invano la sostituzione del medico di famiglia andato in pensione. Nel frattempo l'Ascot, che rappresentava l'unica risposta emergenziale disponibile, è stato progressivamente svuotato fino alla sostanziale sospensione del servizio - dice Cera - Anche ad Arcidano i turni disponibili sono ormai ridotti al minimo e l'intero sistema sanitario territoriale del Terralbese rischia il collasso. La situazione è drammatica: guardie mediche che saltano, cittadini costretti a spostarsi da un comune all'altro per ottenere una prescrizione, anziani e malati cronici lasciati senza punti di riferimento, liste d'attesa interminabili e servizi territoriali ormai allo stremo. È il fallimento evidente delle politiche sanitarie di questa Giunta regionale».
Secondo Cera, il caso di Uras e San Nicolò d'Arcidano rappresenta soltanto la punta dell'iceberg di una crisi molto più ampia che coinvolge l'intera provincia di Oristano.
«La cosa più grave è che il problema non riguarda più soltanto Uras e Arcidano. Il progressivo riversamento degli utenti verso Terralba rischia di travolgere anche i servizi già in sofferenza presenti nel Terralbese, generando un effetto domino dalle conseguenze imprevedibili per migliaia di cittadini. Quando una comunità è costretta a costituire comitati spontanei, raccogliere firme e organizzare manifestazioni per chiedere semplicemente un medico, significa che qualcosa si è rotto definitivamente nel rapporto tra istituzioni e cittadini. La Giunta regionale e la sua maggioranza non possono continuare a limitarsi agli annunci. È arrivato il momento di assumersi tutte le responsabilità politiche e amministrative di una situazione che sta diventando ogni giorno più grave. Fratelli d'Italia continuerà a denunciare senza sconti questo progressivo smantellamento della sanità pubblica e pretenderà risposte immediate, interventi straordinari e soluzioni concrete. Perché il diritto alla salute dei cittadini dell'Oristanese non può essere sacrificato sull'altare dell'immobilismo e della propaganda».
