Uras, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale prima richiesta al commissario straordinario Giovanni Basolu
La nota di Laura Maria Dessì, la prima dei non eletti della lista civica “Uniti e Forti per Uras”Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A Uras, dove da pochi giorni il Consiglio comunale è stato sciolto dalla Regione, dopo la sentenza del Consiglio di Stato alla quale si erano appellati i dimissionari c'è una prima richiesta al commissario straordinario Giovanni Basolu. Ma anche alla Prefettura, alla Regione, al segretario comunale di Uras e alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Sardegna.
A tutti loro è indirizzata una nota firmata da Laura Maria Dessì, la prima dei non eletti della lista civica “Uniti e Forti per Uras”. «Come cittadini avvertiamo una profonda nota di amarezza che non possiamo tacere - si legge - Le palesi anomalie e le irregolarità procedurali che la giustizia ha accertato solo ora, noi le avevamo viste, documentate e segnalate con estrema tempestività sia alla Prefettura e alla Regione. Purtroppo, quelle segnalazioni accorate non sono state prese nella dovuta considerazione al momento e nessun controllo ispettivo immediato è stato attivato quando avrebbero potuto fare la differenza. Se le autorità preposte alla vigilanza fossero intervenute subito a seguito delle nostre prime denunce, la comunità di Uras sarebbe potuta andare al voto nella tornata elettorale di quest'anno, restituendo subito la parola agli elettori. Oggi, invece, a causa di questo iniziale silenzio burocratico, i cittadini si trovano penalizzati e condannati a subire un lunghissimo periodo di gestione commissariale provvisoria».
Dessì poi pone delle domande: «Sentiamo il dovere di chiedere quali siano state le motivazioni tecnico-giuridiche che hanno indotto la Prefettura e la Regione a non avviare immediati accertamenti al momento delle nostre segnalazioni. Allo stesso tempo, appare necessario fare chiarezza sulla vigilanza interna del segretario comunale. Chiediamo se siano state esperite tutte le attività di controllo interno volte a prevenire l'adozione di poi dichiarati palesemente illegittimi». Ma non solo: «Esprimiamo una forte preoccupazione per la tutela erariale dell'ente - si legge infine - Chiediamo una verifica rigorosa affinché le ingenti spese legali sostenute dal sindaco e dalla Giunta uscente per resistere in giudizio e difendere scelte illegittime non vengano poste a carico del bilancio comunale».
