La fiaccolata è servita. I camici bianchi stanno per arrivare: si tratta di due medici giovani e uno in pensione che ritorna in servizio. A Uras, dove i cittadini sono senza medico ormai da tempo, c'è una prima risposta all'emergenza sanitaria, dopo che ieri sera il comitato Unisal ha organizzato una passeggiata silenziosa per protestare contro la riduzione dei servizi sanitari e rivendicare un'adeguata assistenza medica sul territorio. Poco prima della manifestazione, la direzione dell'Asl ha comunicato ai membri del comitato che dal prossimo luglio ci saranno tre turni di Ascot, l'ambulatorio per i cittadini senza medico.
"Ieriè stata una giornata importante - commentano Laura Dessì e Elena Caddeo, promotrici della fiaccolata - di sera abbiamo incontrato la direzione Asl di Oristano e abbiamo ottenuto un primo passo concreto per riportare l'assistenza a Uras. È un inizio. Ora vigileremo. Poi, 200 torce hanno illuminato le vie del paese in silenzio. Con i lenzuoli bianchi alle finestre di chi non ha potuto partecipare. Grazie a chi ha marciato con noi. Grazie a chi da casa ci ha sostenuto. Uras ha dimostrato che, quando un paese si muove, le cose possono cambiare. Il comitato è stato accolto poche ore prima della manifestazione dalla direttrice generale della Asl 5 di
Oristano Grazia Cattina, affiancata dal direttore sanitario Roberto Irde e dalla direttrice dei servizi socio-sanitari Marina Cossu. I rappresentanti dei cittadini hanno ribadito la necessità di rafforzare gli Ascot. All'incontro era presente anche l'associazione Art 32. «Abbiamo portato all'attenzione della direttrice le gravi difficoltà che sta vivendo attualmente il nostro territorio – hanno affermato i rappresentanti dei Comitati – Abbiamo ribadito la necessità di rafforzare l'unico strumento oggi in campo per arginare il disagio causato dall'emorragia dei medici di medicina generale: il servizio Ascot. Ancora una volta abbiamo chiesto di attivare un indirizzo e-mail e un numero di telefono dedicati, così da creare, oltre a una corsia preferenziale per le prescrizioni dei farmaci salvavita, delle terapie croniche e dei Piani Terapeutici, un canale di comunicazione più veloce per il cittadino. Questo eviterebbe all'assistito di doversi recare in ambulatorio ogni mese per i farmaci che assumono continuativamente».

«La Asl – ha sottolineato la direttrice generale Cattina – è impegnata in un attento rilevamento del bisogno e ascolto che consente di integrare la programmazione e la valutazione dell'efficacia delle azioni in via di attuazione». 

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