Tresnuraghes, la strada è impraticabile: anziana intrappolata a casa
Nemmeno gli amici di una vita vanno più a farle visita: troppo disastrate le condizioni del tratto che dal paese porta nell’abitazione di Giuliana CarottiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sola, ma soprattutto isolata. Nemmeno gli amici di una vita vanno più a farle visita: la strada per raggiungere la sua abitazione è dissestata, piena di buche enormi, dossi e tratti in cui ci sono solo pietroni. Transitare con l'auto non è più possibile. Chi ci ha provato di recente ha riportato dei danni alle ruote e non solo. A Tresnuraghes, in una zona periferica del paese, verso la campagna, precisamente in località Presettas, vive una donna di 84 anni che non esce più di casa a causa delle pessime condizioni del tratto di strada che deve attraversare per raggiungere il centro abitato.
Si chiama Giuliana Carotti, è originaria di Genova ma vive a Tresnuraghes da 34 anni: «Chiedo solo che il Comune mi aiuta a rendere percorribile la strada, in modo che le persone che mi aiutano possano arrivare da me. Vorrei anche poter uscire di casa con un mezzo. Sono isolata, nemmeno l'ambulanza riuscirebbe a raggiungermi in caso di bisogno. Ho chiesto più volte all'amministrazione di intervenire, ma mi hanno sempre risposto che quella zona non è di loro competenza. Stessa risposta dagli assistenti sociali. Quindi a chi mi devo rivolgere?».
Giuliana è vedova da 11 anni: «Finché era in vita mio marito, lui si occupava della strada - racconta - Sempre a nostre spese, tra l'altro. Tagliava l'erba, metteva la ghiaia e riparava le buche pur di non avere problemi con l'auto. Ora che lui non c'è più, non so più cosa fare. Chi mi aiuta a portare la spesa a casa deve parcheggiare l'auto molto lontano. Neanche la parrucchiera viene più da me - dice la signora ridendo ma non troppo - perché non può rischiare di rovinare l'auto. Un giorno ho persino chiamato i carabinieri, che gentilmente mi hanno portato la spesa a casa».
Ma non solo: «Da poco ho fatto installare un cartello per indicare l'esistenza di questa frazione e il nome è stato scritto da me a penna - spiega - Chiedo al Comune di raggiungermi per capire la gravità della situazione e magari darmi una mano. Se dovessi stare male, morirei da sola, abbandonata. Anche il carro funebre non potrebbe raggiungere la mia abitazione».
