E' stato svelato a Suni "Sas Bandelas", il nuovo murale a firma dell'artista Pina Monne, dedicato al culto di San Pancrazio. Un'opera dal forte impatto visivo che è stata collocata in una posizione strategica, su una parete della centrale Via Tinnura, all'ingresso Sud del paese sulla ss  292. Un punto scelto dall' amministrazione comunale per essere ben visibile a chi arriva in paese. Rappresenta uno dei momenti più identitari della comunità sunese: l'ardia di San Pancrazio, la corsa dei cavalli che da secoli si tiene l'11 e 12 maggio in onore del Santo, preceduta dal rituale de sos inghirios, con i cavalli al galoppo che girano intorno alla chiesa dedicata al Martire. "Abbiamo voluto rappresentare in primo piano la bandela matzore, la prima bandiera tenuta in mano dal Presidente dei festeggiamenti, seguita da sas iscoltas, le altre due bandiere in mano a due cavalieri scelti dal Presidente - spiega il sindaco Massimo Falchi -.  Sono le tre bandiere che aprono l'ardia, che da diversi anni si svolge all'interno dell'abitato, mentre sullo sfondo è collocata la chiesa di San Pancrazio". Uno scenario in cui, come sottolinea il primo cittadino "il dinamismo del galoppo dona sacralità alla Chiesa, celebrando la secolare devozione al Santo". L'opera  è caratterizzata  da un vigoroso impatto plastico. Il dinamismo marcato dalla forza dei cavalli, dall'imponenza delle bandiere, dalla fierezza dei cavalieri, raffigurati con volti di fantasia in cui ognuno può identificarsi, vuole essere un segno di partecipazione e identità. "Con Sas Bandelas - prosegue Falchi - l'Amministrazione ha voluto esaltare un elemento valoriale della nostra comunità, dislocato in area centrale, su un prospetto sviluppato in altezza, la cui valenza prospettica, resa ancor più marcata dal movimento dei cavalli e dallo svettare delle bandiere, vuole segnare una traiettoria, una guida identitaria a chi raggiunge Suni". Si tratta del primo intervento di un percorso più ampio.  Ne seguirà n'altra  in prossimità della Chiesa dedicata al Santo, in cui verrà esaltata la leggenda dei cavalli verdi, anch'essa legata al culto del Martire. Il murale si inserisce in un progetto di riqualificazione urbana portato avanti dal Comune. "La scelta di riqualificare gli spazi urbani attraverso i murales non è solo uno strumento per migliorare il decoro - evidenzia Falchi - ma anche per consentire, attraverso l'arte pittorica, di conoscere la storia della comunità e dare un volto identitario alle nostre strade". Un museo a cielo aperto nato nei primi anni duemila e rilanciato dal 2024, con opere dedicate alla tradizione: dal carro a buoi con il proprietario in abito tradizionale, alla lavorazione del lino con s'alganu, la gramola, fino alla tosatura e filatura della lana, con strumenti reali affiancati in rilievo come lana filata, cesoie, falci e vanghe. "Abbiamo avviato nel 2025 un percorso di restauro conservativo dei primi murales - conclude Falchi - Il lavoro per la cura del patrimonio artistico proseguirà con il recupero di altre opere. Al contempo procederemo alla realizzazione di nuovi murales coerentemente con le linee progettuali identitarie e antropologiche che abbiamo delineato. Un ringraziamento particolare va a Pina Monne, autrice dell'intera collezione, planargese di adozione ed esperta conoscitrice del territorio. La ricerca del dettaglio conferisce alla sua opera un carattere identitario fortemente valoriale".

 

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