Domani, giorno del solstizio d’estate, le strade di Samugheo si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto per “Sentieri di Versi ‒ sulle tracce di Grazia Deledda”, evento gratuito che dalle 17 unirà camminata, archeologia e poesia in un unico itinerario condiviso. L’iniziativa nasce per celebrare i cento anni dal Premio Nobel assegnato alla scrittrice nuorese Grazia Deledda, una ricorrenza che la Sardegna sente come propria e che l’organizzazione ha scelto di onorare con una passeggiata poetica.

A ideare e curare l’evento è la poetessa Milena Musu, in collaborazione con Oubliette Magazine e con la casa editrice Tomarchio Editore, e con la partecipazione del poeta Luca Masala. «Non volevamo un omaggio statico a Grazia Deledda, ma qualcosa che ne raccogliesse lo spirito più autentico: il legame profondo con la terra, con il paesaggio, con il cammino come forma di racconto», spiega Musu, che da tempo lavora a un progetto più ampio dedicato alla convivialità artistica, capace di intrecciare il piacere della camminata paesaggistica e archeologica alla parola poetica. «La poesia, quando esce dai libri e si misura con il vento e con la fatica del passo, diventa esperienza condivisa, non solo lettura». “Sentieri di Versi” raccoglie idealmente il testimone di “Vestite di Versi”, la prima camminata poetica che si era tenuta in occasione dell’8 marzo, e ne conferma la formula: un percorso di circa dieci chilometri durante il quale poeti e poetesse potranno fermarsi lungo il cammino per leggere i propri componimenti e presentare le proprie pubblicazioni, in totale libertà, senza palchi né scalette rigide. «È un itinerario in versi nel senso più letterale del termine», racconta l’organizzatrice. «Chi partecipa porta con sé le proprie parole e le offre agli altri camminatori, in un clima informale dove la poesia torna a essere un gesto naturale, quasi domestico, come fermarsi a parlare con chi cammina al tuo fianco».

Il tracciato, assicura Musu, è stato pensato per essere accessibile davvero a tutti, anche a chi non ha mai affrontato un’escursione. Non presenta dislivelli ed è stato studiato a lungo proprio per garantire un passo agevole, che lasci spazio alla conversazione e all'ascolto reciproco. «Non è una prova di resistenza, è un invito alla lentezza», sottolinea. «Volevamo che anche chi è alle prime armi con il trekking potesse partecipare senza ansia, godendosi il paesaggio e i versi degli altri senza il pensiero della fatica». Per affrontare la camminata in sicurezza, l’organizzazione raccomanda scarpe da trekking, almeno un litro d’acqua a persona, una torcia da campeggio e un telo da stendere a terra per le soste e le letture lungo il percorso. «Il solstizio d’estate è il giorno più lungo dell’anno, quello in cui la luce dura di più», conclude Musu. «Mi piace pensare che sia il momento giusto per lasciare che anche le parole, per qualche ora, restino accese più a lungo del solito».

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