Il trasferimento del servizio di continuità assistenziale, ex guardia medica, da Seneghe a Santu Lussurgiu ha fatto insorgere i pazienti montiferrini. Il nuovo servizio è stato istituito nella nuova Casa di Comunità, inaugurata venerdì scorso a Santu Lussurgiu, nei rinnovati locali dell’ex ambulatorio.

Tanti pazienti seneghesi sono preoccupati del cambiamento, la premura è in caso di emergenza durante la notte e i festivi: «Dove dobbiamo rivolgerci se abbiamo bisogno? E gli anziani e i fragili, che non hanno la possibilità di utilizzare l’automobile, saranno costretti a rivolgersi a un servizio a pagamento», si domandano alcuni assistiti.

Accuse velate anche all’amministrazione comunale per non aver mantenuto il servizio notturno di guardia medica in paese. «Occorre capire se, dentro questi vincoli drammatici, il Comune abbia fatto e intenda fare tutto il possibile o se preferisca dichiararsi impotente.  Un Comune che si muove d'anticipo offrendo soluzioni logistiche ed economiche concrete ha molte più probabilità di coprire il proprio presidio sanitario rispetto a chi aspetta passivamente l'esito dei bandi dall'alto», spiega un altro cittadino seneghese. 

Anche i bonarcadesi si lamentano: «La strada per raggiungere il presidio è malagevole in inverno, in particolare a Sos Mulinos è spesso ghiacciata e con un persona che sta male non può essere percorsa in sicurezza».

Forte preoccupazione anche tra i cittadini di Milis, già disagiati per un servizio Ascot carente, solo due giorni a settimana. Franco Frongia, capogruppo di opposizione in consiglio comunale precisa: «Milis aveva e ha immobili comunali disponibili ma evidentemente non ha ritenuto importante battersi per portare qui la Casa della Comunità. Risultato: Milis è stata tagliata fuori e oggi rischia di perdere anche la guardia medica. Gradirei una discussione in merito in consiglio comunale se la maggioranza avrà il garbo di promuovere la discussione in tale sede o in assemblea pubblica».

La nuova casa di Comunità lussurgese, è il risultato di una riforma nazionale della sanità territoriale inserita nel quadro del PNRR per garantire una migliore copertura sanitaria alle zone ritenute svantaggiate, e con l'intento di migliorare un servizio preesistente. Oltre Santu Lussurgiu sono state attivate altre 6 case di comunità: Oristano e Ghilarza, sedi principali, poi Bosa, Laconi, Samugheo e Tramatza. La Casa della Comunità garantirà l’assistenza medica e le cure primarie a tutti i cittadini: prescrizioni, visite urgenti e non urgenti, rinnovo di piani terapeutici, attività domiciliari, certificati di malattia. A regime erogherà altri servizi: telemedicina con medici specialisti, infermieri e altre figure sanitarie e sociosanitarie, quindi lo sportello unico di accesso (Sua) collegato al punto Unico di Accesso (Pua) distrettuale; servizi ambulatoriali infermieristici per pazienti con patologie croniche e un sistema integrato di prenotazione collegato al Cup.

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