Sedilo rivendica la supremazia dell’Ardia: «Irrispettoso paragone con corse carnevalesche come la Sartiglia»
Il sindaco Salvatore Pes interviene nel dibattito sul decreto Abodi. E prende le distanze da altre corse: «Da noi un unicum nel panorama sardo»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’Ardia è Ardia, un mondo a sé. Poi c’è tutto il resto, dalla Sartiglia a Sa Carrela passando per Sa cursa a su puddu e le pentolacce varie. Si infiamma la polemica sul decreto Abodi, che disciplina le manifestazioni con cavalli che si svolgono al di fuori degli impianti sportivi. E che prevede l’uso per i cavalieri di caschetto e giubbini di protezione. Decreto entrato in vigore 11 mesi fa e che ultimamente sta creando non poche polemiche soprattutto a Oristano per sa Sartiglia appunto.
Il sindaco di Sedilo, Salvatore Pes, interviene con una nota nella quale si puntualizza che: «Il decreto 8 gennaio 2025 (c.d. Decreto Abodi), in questo periodo che precede il Carnevale, è diventato una specie di frullatore che coagula le più disparate interpretazioni e coinvolge, nell'agone dialettico, una moltitudine di attori con sapienze giuridiche, organizzative, identitarie e perché no?… archeologiche. Da questa immane competizione che, almeno da quanto si rileva dalla stampa e dai social, vede coinvolte in prima linea le amministrazioni comunali e gli enti/associazioni organizzatori delle manifestazioni carnevalesche, il decreto in questione viene sottoposto alle più disparate "torture", frantumato, slegato, disarticolato e in particolare sulla esatta interpretazione dell'art. 3, comma 1, da dare alle "tradizioni, usi e consuetudini locali" che condizionano il modus operandi delle stesse manifestazioni».
Fatta questa premessa Pes bacchetta un po’ tutti: «Sembra di assistere all'esecuzione di un'opera buffa dove gli attori interessati, con grande confusione di idee, cercano di evitare o di deviare la mela avvelenata. I Comuni interessati a queste manifestazioni tirano fuori i più svariati concetti sulla tradizione rispolverando "su connotu", fatti e antefatti su ciò che è stato ed impensabile variare, mischiano in modo acritico, appiattendole, tutte le tradizioni, quelle sacre e quelle profane in una sorta di giovedì grasso e di venerdì santo».
Poi la precisazione del sindaco: «Come amministrazione comunale di Sedilo siamo rimasti particolarmente e negativamente colpiti dall'abbinamento irrispettoso dell'Ardia di San Costantino alle varie manifestazioni carnevalesche, tra tutte la Sartiglia o "Sa carrela 'e nanti"; un abbinamento innaturale che nega l'evidenza storica e la palese diversità della nostra Ardia rispetto alle altre manifestazioni che vedono coinvolti cavalli e cavalieri. L' Ardia (ma più in generale tutte le Ardie) e non siamo solo noi a dirlo, è un unicum nel panorama sardo, l'Ardia non è solo dei sedilesi ma appartiene al patrimonio culturale immateriale di tutta la Sardegna».
Da qui la richiesta: «Per una corretta comparazione o raffronto tra manifestazioni identitarie della tradizione sarda, Sedilo può essere preso in considerazione per “Sa cursa ‘e su puddu” (si tratta di un antico rito carnevalesco con forte carattere propiziatorio-esorcistico e contemporaneamente penitenziale e d'espiazione in cui i cavalieri mascherati a cavallo corrono al galoppo e cercano di afferrare le galline appese su una corda tesa tra due pali) che, relativamente al 2026, si svolgerà domenica 15 febbraio come da tradizione e soprattutto senza elementi caratterizzati da novità imposte dall’alto ma nel pieno rispetto delle regole».
Michele Masala
