Sedilo saluta con profonda tristezza Enrichetta Cecchini, scomparsa all’età di 103 anni e sei mesi. Aveva spento le sue ultime candeline lo scorso 20 gennaio, un traguardo straordinario che quest’anno non aveva festeggiato nella sua casa di vico Eleonora, dove per decenni aveva accolto  parenti, amici e  vicini e ma in Toscana, la sua terra natale, dove si era trasferita da qualche tempo. Fino a quando la salute glielo ha permesso, Enrichetta aveva continuato a fare la spola tra le due regioni, viaggiando da sola, con quella lucidità e quella forza che l’hanno accompagnata per tutta la vita.

Classe 1922, insegnante, donna di cultura e scrittrice, Enrichetta Cecchini è stata una figura di riferimento per generazioni di sedilesi. La sua storia personale è segnata da gioie profonde e dolori altrettanto intensi. Era la vedova di Battista Mongili, scomparso nel 2007, dal quale aveva avuto tre figli, tutti purtroppo deceduti. Una vita attraversata da prove durissime, che lei ricordava con una lucidità sorprendente e con una capacità rara di trasformare il dolore in memoria, racconto, testimonianza.

Chi l’ha conosciuta ricorda la sua voce calma, la sua eleganza discreta, la sua capacità di custodire dettagli, episodi, frammenti di un secolo vissuto intensamente. Amava la scrittura, la lettura, la conversazione, e fino all’ultimo ha mantenuto un rapporto vivo con la comunità di Sedilo, che l’ha sempre considerata una presenza preziosa.

Qualche anno fa aveva vissuto una delle sue ultime grandi gioie: vedere il suo figlioccio Marco Mongili guidare l’Ardia da prima bandiera. Un momento che lei aveva raccontato con orgoglio e commozione, come un segno di continuità e di radici che non si spezzano.

Commosso e intenso il ricordo del sindaco Salvatore Pes. “Sedilo perde una donna straordinaria e  grande cultura - afferma - che ha attraversato il novecento e oltre con dignità, intelligenza e una straordinaria capacità di resistere. Una figura che resterà nella memoria collettiva del paese, non solo per la sua longevità, ma per la profondità della sua storia e per il legame autentico che ha saputo costruire con la comunità”.

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