Santa Giusta, successo per le prime due giornate di Othos
In tanti hanno potuto scoprire le opere d’arte che raccontano il paese e il suo rapporto con la lagunaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dalle colonne della Basilica alle testimonianze dell’antica Othoca, passando per le opere d’arte che raccontano il paese e il suo rapporto con la laguna. Si sono concluse a Santa Giusta le prime due giornate di Othos – Arte, Storia e Tradizioni nella terra dell’Ossidiana, il festival che fino a dicembre accompagnerà residenti e visitatori alla scoperta del patrimonio locale. Al centro del fine settimana la Basilica di Santa Giusta, tra le espressioni più significative dell’architettura romanica in Sardegna.
Le visite sono state condotte da Antonello Figus, sindaco di Santa Giusta e presidente della Fondazione Sardegna Isola del Romanico, che ha accompagnato i partecipanti alla scoperta del monumento e della sua storia. Successo per il trekking urbano “Il museo a cielo aperto di Santa Giusta”, guidato dall’archeologo Giuseppe Maisola. Il percorso ha intrecciato archeologia, arte contemporanea e paesaggio, invitando i partecipanti a osservare i luoghi dell’abitato come testimonianze delle trasformazioni del territorio e della comunità. Il sagrato della cattedrale ha costituito il punto di partenza per un racconto delle dinamiche storiche dalla preistoria all’età dei Giudicati. L’itinerario è poi proseguito verso il pannello ceramico “Fenicotteri”, dedicato alla biodiversità della laguna, e il murales “Terra dell’accoglienza”, che ripercorre attraverso le immagini le origini del paese. Due opere che, con linguaggi differenti, mettono in relazione l’ambiente naturale e la memoria dei luoghi.
Tra le tappe anche “L’Anguilla di Marte”, la scultura di Salvatore Garau alta dodici metri, e il ponte romano, testimonianza delle antiche infrastrutture e dei collegamenti del territorio. Il trekking si è concluso alla Basilica di Santa Giusta, con un approfondimento sui dettagli e sulle curiosità del monumento romanico. Un percorso che ha permesso di collegare il patrimonio più conosciuto alle opere e alle testimonianze diffuse nel paese, restituendo una lettura della sua storia attraverso gli spazi di oggi. Il programma proseguirà sabato 14 novembre, alle 18.30, quando la Basilica ospiterà il concerto strumentale “Archi in armonia”, con la String Orchestra Porrino diretta da Giorgia Cugia. Il monumento tornerà al centro del festival attraverso l’incontro tra musica e architettura, offrendo al pubblico una nuova occasione per viverne gli spazi.
A dicembre sarà invece l’archeologia a guidare il racconto. Il Centro Civico accoglierà la mostra dedicata all’antica città, con un’esposizione straordinaria di reperti fenicio-punici e romani realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Dopo la scoperta del paese e della Basilica, il festival proporrà quindi un approfondimento sulle testimonianze materiali delle sue origini. Alle scuole sarà rivolto Othod Educational, con visite alla mostra e una rievocazione del periodo nuragico a cura dell’Associazione Antichi Abitanti di Tzur. Le attività permetteranno agli studenti di avvicinarsi alla storia del territorio attraverso l’osservazione dei reperti e la ricostruzione di aspetti della vita antica.
