Si dividono tra le reti da pesca e lo smeriglio. Del resto, è l'unico modo per evitare di perdere tutto il novellame e, di conseguenza, il pesce che, una volta pronto, verrà pescato e venduto. I pescatori di Santa Giusta, di fronte al silenzio delle istituzioni, nella peschiera di Pesaria da alcuni giorni hanno iniziato a smantellare le 120 griglie in acciaio usurate e con i fori ormai molto larghi, per posizionarne di nuove. Il tutto a loro spese. «Doveva essere la nostra rinascita»,  gridano gli operatori, «e invece è stato un grande bluff». 

Una griglia usurata mostrata da un pescatore (Foto Sara Pinna)

Il caso

Nel 2023, grazie a un milione di euro finanziato dalla Regione nell'ambito della programmazione territoriale, sono stati realizzati i lavori di ristrutturazione della peschiera di Pesaria, che i pescatori aspettavano da 30 anni. L'obiettivo era quello di risanare la struttura, che versava in condizioni fatiscenti. Otto mesi dopo la chiusura del cantiere. «Ma fin da subito le griglie della struttura hanno iniziato a presentare dei fori, che poi si sono allargati sempre di più»,  ricorda il presidente del Consorzio che gestisce lo stagno, Emanuele Cossu, «l'Unione dei Comuni dei Fenici aveva fatto anche analizzare una griglia in un centro specializzato di Modena per capire se l'acciaio utilizzato fosse quello previsto dal capitolato e così è stato. Poi, però, nessuno è intervenuto. Nessuno ha mai detto perché le griglie si sono usurate. Le nostre richieste di aiuto sono rimaste. inascoltate».

Le nuove griglie (Foto Sara Pinna)

Le griglie nuove

Ecco perché i pescatori hanno deciso di intervenire da soli: «Non avevamo altre soluzioni»,  va avanti Cossu, «o tutti a casa o tutti in acqua per montare e rimontare la nuova attrezzatura. Come stiamo facendo. Abbiamo già speso sessantamila euro tra griglie in acciaio e in pvc. Ne abbiamo già acquistato un'ottantina. Tutto questo è assurdo e ingiusto. Stiamo spendendo soldi nostri. Sono i nostri stipendi, per intenderci. Non era un intervento che dovevamo fare noi. Ma i buchi, ormai diventati enormi, non consentivano più di trattenere il pesce nella pescheria. Sono soldi pubblici - voglio ricordare - dice Cossu - Evidentemente usati male». 

Le griglie ammalorate da tempo 

L'indagine

A dicembre del 2024, i pescatori avevano ricevuto la visita inaspettata della Guardia di Finanza. Nei loro uffici, però, non era presente la documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione della peschiera. Ecco perché, poco dopo, i militari si sono recati nella sede dell'Unione dei Comuni dei Fenici, comitato e responsabile dell'intervento di ristrutturazione. «Non abbiamo però saputo più nulla»,  spiega Cossu, «speravamo in un intervento, vista anche l'indagine in corso. Noi però ora non stiamo fermi. Anche con l'aiuto del Comune, chiederemo un finanziamento alla Regione. Questo intervento non può e non deve ricadere sulle nostre tasche».

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