La verità sulla morte del pescatore di Santa Giusta potrà arrivare dall’esito delle analisi e degli altri accertamenti.

L’autopsia sul corpo del 50enne deceduto martedì sera all’ospedale San Martino è andata avanti fino a tarda sera. Si dovrà attendere ancora per avere i primi riscontri: il medico legale Danilo Fois ha chiesto novanta giorni per depositare la sua relazione.

Proseguono intanto gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla Procura che ha aperto un fascicolo per morte come conseguenza di cessione di stupefacenti. Sul registro degli indagati un compaesano (assistito dall’avvocato Andrea D’Andrea). Un atto dovuto nei confronti della persona che, secondo quanto emerso, sabato sera sarebbe stata insieme alla vittima.

I due amici avrebbero trascorso qualche ora nel Cagliaritano, poi il rientro a Santa Giusta a casa dell’amico. Qui i due potrebbero aver assunto qualche sostanza, forse un mix di stupefacenti che per il 50enne si è rivelato fatale. Il pescatore avrebbe accusato un malore, sarebbe caduto da una sedia e a quel punto l’amico avrebbe chiamato il 118.

Le condizioni dell’uomo sono apparse da subito gravissime e dopo tre giorni si è spento al San Martino. Adesso si attende l’esito dell’autopsia e delle indagini che potrebbero allargarsi per ricostruire i vari passaggi nella cessione degli stupefacenti.

I familiari sono assistiti dall’avvocato Simone Prevete.

© Riproduzione riservata