Fronte comune per la Sanità nel Guilcer, nel Barigadu e nella Planargia.

È questo il messaggio forte e chiaro che è emerso dall’incontro di lunedì sera a Ghilarza tra la nuova manager della Asl di Oristano Grazia Cattina e gli amministratori del territorio. Occorre fare rete e su questo, con una proposta concreta, insistono la sindaca (e medico di Bonarcado) Annalisa Mele e il collega di Ghilarza Stefano Licheri, presidente della Conferenza del Distretto sanitario Ghilarza – Bosa. La prima ha invitato i colleghi ad attivarsi per garantire la mobilità dei propri cittadini più anziani, in modo che possano raggiungere i centri dove vengono erogati i servizi medici.

«È una cosa che da anni ripeto ai colleghi – dice Licheri –. Si potrebbe riuscire a farci finanziare un pullmino elettrico e poi garantire lo stipendio di uno o due autisti quotandoci noi Comuni del Guilcier per dare un servizio gratuito ai cittadini».

Uno dei problemi che è emerso, nel più ampio discorso della carenza di medici di base e pediatri, è quello dei tempi lunghi di fila, con anziani costretti a pagare anche cifre che superano i 50 euro per farsi accompagnare dai paesi del circondario all’Ascot a Ghilarza. Asl 5 e fasce tricolori hanno concordato sui progetti da attuare nell’immediato e nel medio periodo: una presa in carico dei pazienti cronici, con piani personalizzati per ognuno di loro e l’aiuto della telemedicina. E ancora revisioni e miglioramenti del sistema degli ambulatori Ascot, con la novità che a breve saranno attivati anche quelli pediatrici (circa 1600 i bimbi del territorio scoperti).

La direttrice generale è stata chiara: «Stiamo lavorando ad una stratificazione della popolazione e a una individuazione dei pazienti cronici. Una volta chiaro il quadro generale, saremo noi come azienda sanitaria ad organizzare percorsi di cura personalizzati per ogni paziente cronico anche con il supporto della telemedicina. Ci auguriamo di essere operativi già in primavera».

La dottoressa Cattina era accompagnata a Ghilarza dalla dottoressa Marilena Muggianu, direttrice della Struttura Semplice Dipartimentale “Integrazione Ospedale-Territorio” e dall’ingegner Daniele Saba, direttore del Servizio Tecnico-Logistico e Patrimonio della Asl 5. Tanti gli interventi dei primi cittadini, che hanno segnalato criticità, ma anche avanzato proposte. Uno dei temi più dibattuti è stata l’organizzazione del servizio degli ASCoT, con i primi cittadini che hanno riportato le problematiche riferite puntualmente dai propri cittadini.

«Una soluzione tampone - ha ribadito la dottoressa Cattina - ma siamo impegnati nel miglioramento di questo sistema e i vostri suggerimenti di oggi ci aiuteranno in questo percorso. Continuate a segnalarci le criticità e a proporci correzioni».

Obiettivo ridurre le file, con un nuovo sistema, che sleghi anche le visite domiciliari dalle ore di servizio al pubblico in ambulatorio. Sugli Ascot pediatrici dalla Asl hanno chiarito: «Mercoledì (domani) si terrà il confronto con il comitato zonale. Poi l’approvazione della delibera e il bando per il reclutamento di pediatri per questo nuovo tipo di ASCoT».

 Altro tema sul tavolo la prossima scadenza dell’impiego dei medici in affitto per i pronto soccorso. C’è preoccupazione anche nel distretto di Ghilarza-Bosa per il pronto soccorso di Bosa e il centro di primo intervento di Ghilarza. La dottoressa Cattina ha ricordato l’impegno della Regione in queste settimane anche con un nuovo bando di concorso per il reclutamento di medici e ha auspicato che si rivaluti l’impiego dei medici cubani.  

«Siamo pronti a lavorare insieme», ha chiuso la direttrice generale della Asl 5, «le case di comunità ci aiuteranno in questa costruzione di una sanità più vicina al territorio e la stessa figura dell’infermiere di comunità sarà modellata in base alle reali esigenze e bisogni delle popolazioni. Ed ancora nuovi ospedali di comunità a Bosa e Ales».

Obiettivo arrivare alla Conferenza provinciale che vedrà presenziare la presidente della Regione Todde con una proposta – richiesta condivisa tra Asl e amministratori del territorio. Tina Fadda, presidente dell’Unione del Barigadu, ha detto: «Un incontro positivo con un ascolto dei bisogni del territorio. Le nostre proposte operative sono state ascoltate. La proposta della medicina di prossimità ci sembra la soluzione migliore per affrontare i problemi del nostro territorio». Stefano Licheri, ha aggiunto: «I pazienti cronici finalmente vengono presi in carico dalla Asl e in una popolazione anziana come la nostra, questo è fondamentale. Abbiamo meno medici e facciamo in modo che meno pazienti abbiano bisogno del medico di base». Quindi i due amministratori hanno chiuso: «Crediamo che la collaborazione fra istituzioni sia un’arma vincente in questo caso. Noi sindaci abbiamo l’esatta percezione dei bisogni delle nostre popolazioni e siamo pronti a sostenere la Asl 5 in questa sfida di una sanità, più a misura delle zone interne».

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