Le linee programmatiche del presidente Paolo Pireddu, l’approvazione  del Documento Unico di Programmazione e del Bilancio 2026-2028 hanno già prodotto le prime importanti differenze fra maggioranza ed opposizione.  Le consigliere e i consiglieri del Campo Largo Renzo Ponti, Federica Piras, Angelo Masala e Laura Celletti,  hanno infatti  espresso «un convinto voto contrario, denunciando la totale assenza di una visione politica capace di leggere i bisogni reali del territorio».

Secondo l’opposizione, i documenti presentati sarebbero «pericolosamente generici, un testo standard che potrebbe adattarsi a qualsiasi provincia senza coglierne criticità e potenzialità. A quattro mesi dalle elezioni- sostengono- la programmazione appare come un semplice ribaltamento di indicazioni tecniche fornite dagli uffici, senza un’elaborazione politica autonoma. Il limite più grande di questo Dup è la sua natura asettica- osservano  i rappresentanti del Campo Largo- pur riconoscendo la correttezza contabile del documento, contestiamo la mancanza di un’analisi preventiva dei bisogni delle comunità, diverse tra costa, zone interne e Campidano. Nessun ascolto del territorio, nessuna mappatura delle urgenze, con la  politica che non può ridursi a un copia e incolla burocratico».

Per l’opposizione, questa impostazione rischia di rendere inefficace ogni tentativo di contrastare fenomeni strutturali come lo spopolamento e il declino dei centri minori. «Una Provincia che torna alla politica – sostengono dalla minoranza- deve avere il coraggio di costruire progetti mirati. Con una programmazione che riconosca l’identità delle diverse aree, con  il bilancio che  resta un guscio vuoto». Con il loro voto contrario, dal Campo Largo annunciano l’impegno a portare in aula le istanze dei territori che ritengono esclusi da una programmazione troppo distante dalla realtà quotidiana delle comunità oristanesi.

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