Un breve periodo di convivenza segnato da botte, droga e abusi. Una storia drammatica andata avanti per circa tre mesi e finita in Tribunale dopo che la giovane donna, vittima di violenza, ha trovato la forza per uscire da quella spirale e denunciare l’ex convivente, un 38enne di un paese dell’hinterland.

Per l’uomo, difeso dall’avvocato Paolo Firinu, è stato disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Martedì prossimo comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, è accusato di maltrattamenti, violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni.

Come riferito dalla vittima agli inquirenti la relazione è iniziata nel maggio scorso. Dopo un periodo di relativa serenità, sarebbero iniziati subito i problemi complice un abuso di alcol e l’uso di droga da parte di entrambi. Discussioni sempre più frequenti che spesso culminavano con botte, insulti e offese. In diverse occasioni, il 38enne avrebbe costretto la compagna ad assumere stupefacenti e l’avrebbe aggredita colpendola con calci alla gambe. Un’altra volta l’avrebbe strattonata afferrandola con violenza al collo, tanto che la ragazza era finita al pronto soccorso e aveva poi deciso di interrompere la convivenza.

L’episodio più grave ai primi di agosto, quando la giovane era tornata a casa del compagno per prendere alcuni oggetti: lui l’ha chiusa in casa, le ha preso il telefono (per impedirle di chiedere aiuto) e l’ha violentata. Solo la mattina dopo l’ha liberata e lei ha trovato la forza per denunciare la vicenda.

Dopo le indagini della squadra mobile, guidata dal vice questore aggiunto Samuele Cabizzosu, il giudice Marco Mascia ha disposto il divieto di avvicinamento.

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