Per anni aveva abusato di una ragazzina. Oggi in Tribunale la pm Silvia Mascia ha chiesto la condanna a 10 anni per un 60enne oristanese accusato di violenza sessuale su minore, mentre per l’amico di 38 anni (che abusò della piccola in un’altra occasione) è stato chiesto il rinvio a giudizio.

In un’udienza a porte chiuse, la pm ha ricostruito le violenze iniziate quando la ragazzina aveva appena 11 anni. E il vicino di casa “generoso” e quasi benestante (rispetto al tenore di vita poverissimo a cui era abituata con la madre) aveva iniziato a prestarle attenzioni. La accoglieva nella casa dove viveva con la moglie, le faceva piccoli regali e non le faceva mancare mai il cibo. In cambio però c’erano quegli approcci che nulla avevano di affettuoso ma erano solo squallidi abusi. Una situazione andata avanti per cinque anni fino a quando la ragazzina, grazie alle amiche, ha trovato la forza di denunciare. Tre anni fa entrò in una farmacia di piazza Roma e chiese una mascherina 1522 (numero antiviolenza), la farmacista comprese subito cosa stesse accadendo e chiamò la polizia.

Dalle indagini della squadra mobile è emerso che tutti, familiari e vicini, conoscevano quanto accadeva: la moglie del 60enne, gli amici e persino la mamma della vittima che, però vivendo una condizione di profondo disagio sociale e culturale, in qualche modo tollerava la situazione pur di avere uno yogurt o del cibo a casa.

A conclusione delle indagini oltre al 60enne (difeso dagli avvocati Gianfranco Siuni e Claudia Piroddu), sono finiti a processo anche la mamma della ragazzina con l’accusa di calunnia. La donna 66enne, assistita dall’avvocata Romina Marongiu, ha scelto di patteggiare una pena di un anno e due mesi. Il 60enne ha proposto 800 euro come risarcimento, i legali di parte civile gli avvocati Valerio Martis e Ezio Ullasci hanno accettato riservandosi di proseguire in sede civile per ottenere un risarcimento più congruo.  Sentenza il 24 aprile.

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