Obiettivo valorizzare l'Omodeo, ma mancano servizi
Un’offerta ampia che riaccende i riflettori sul bacino artificialePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Canoa, gommone, battello, ma anche mountain bike e quad: il lago Omodeo si trasforma in un parco avventura a cielo aperto. Un’offerta ampia che riaccende i riflettori sul bacino artificiale, offrendo a visitatori e appassionati modi del tutto inediti per esplorare un patrimonio naturalistico unico. Un modo per valorizzare la risorsa lago e i paesi dell’interno sospesi ripartendo dal turismo sostenibile e dalle esperienze all’aria aperta. Attività outdoor — dalle escursioni guidate in gommone e canoa agli itinerari su terra in bicicletta e quad — che puntano a mettere a sistema le risorse ambientali, storiche e paesaggistiche del territorio, trasformando l’Omodeo in un motore economico per i Comuni del circondario. Ne è convinto chi ha deciso di investire in questo settore, ma restano alcuni importanti nodi da sciogliere.
Perché i numeri crescano è necessario che si investa sulle attività ricettive. Mancano servizi: da punti ristoro a pontili che possano assolvere in sicurezza il proprio compito. Daniel Fadda, agente di commercio, nel 2010 ha messo in piedi la propria ditta individuale Jovis - Sos Oros de Su Lagu. I turisti che si rivolgono a lui possono contare su escursioni canoa, barca a vela, gomone e breve anche in battello. È stato infatti lui l’imprenditore che ha partecipato all’asta del Comune di Soddì che voleva liberarsi del battello, acquistato da amministrazioni precedenti con i fondi della 37 ed andato in malora senza che producesse gli effetti sperati al momento dell’investimento.
«Ho partecipato offrendo 700 euro. Poi mi sono messo a sistemarlo, investendo circa 5 mila euro, ma se avessi commissionato il lavoro ne avrei speso almeno 15 mila, era messo malissimo. Adesso spero di poterlo mettere in acqua la settimana prossima. Mi consente di ampliare l’offerta con più posti e una tipologia diversa», spiega Daniel Fadda. Quindi prosegue: «Credo nelle potenzialità del lago, altrimenti non porterei avanti l’attività dal 2010. Quello che manca è la volontà politica di valorizzarlo per creare servizi. I pontili necessitano di manutenzione e poi quello che i turisti lamentano è che non ci sono punti ristoro, strutture ricettive».
Pensiero condiviso da Tiziana Licheri, titolare della società Omodeo, Rent e go che ha iniziato l’attività attorno al lago circa un anno fa, proponendo escursioni in canoa, bici e in quad. «Il lago – afferma - non è abbastanza valorizzato, andrebbe pulito e poi servono punti ristori, è quello che chiedono turisti che arrivano». Fadda insiste poi su un’altra questione: «Ci troviamo in difficoltà perché nonostante gli annunci della Regione sulla modifica alla normativa prevedendo la navigabilità anche senza motori elettrici, di fatto così non è. Nelle pratiche autorizzative è richiesto il motore elettrico. Non ci si può chiedere di adeguarci subito perché i costi di un motore a benzina e uno elettrico sono completamente diversi: dai sei mila si arriva anche ai 13 mila e poi mi chiedo dove dovrei ricaricare le batterie. Me le devo portare a casa? In continente sono attrezzati, da noi no. E poi non capisco perché a me vengono chieste mille autorizzazioni e poi vengono fatte esercitazioni militari in quella che è una zona di protezione ambientale».
