Nuova casa di comunità a Tramatza ma la guardia medica non c’è
Disavventura per una cittadina di Milis col suo bambinoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'apertura risale a pochi giorni fa, ma i problemi sono già iniziati. Brutta avventura per Giada Marongiu, residente a Milis, che oggi assieme al suo bambino ha raggiunto la Casa di Comunità di Tramatza, dove, dallo scorso 30 maggio, è stato trasferito anche il servizio di guardia medica che da sempre era a Milis.
«Mi sono trovata subito senza indicazioni, così ho contattato una persona di Tramatza per capire se fossi nel posto giusto, ma una volta arrivata a destinazione non c'era nemmeno l'ombra della guardia medica - racconta la donna - Abbiamo quindi chiamato il numero 116117 per avere informazioni e ci hanno dirottato a Narbolia».
«Una volta arrivati – racconta – il medico ci ha detto che doveva fare una visita domiciliare e di aspettare mezz'ora per il cambio turno. Nel frattempo, un medico ci ha accolti e ci ha chiesto perché non fossimo andati al pronto soccorso. Ci ha anche chiesto perché non fossimo andati a Tramatza o dal pediatra. Inoltre, ci ha informato che il medico di guardia di Narbolia copre diverse aree, ma non Milis, e che quindi avremmo dovuto pagare la visita».
«Tralasciando i modi discutibili del medico – prosegue -, ci siamo trovati in una situazione davvero surreale. Mi sento presa in giro, considerato il fatto che il servizio di guardia medica ci era stato garantito dalla Asl. Spero che questa mia testimonianza sia oggetto di riflessione in qualche modo».
La donna poi denuncia l'emergenza sanitaria che vivono da tempo i cittadini di Milis: «Siamo un paese di circa 1400 residenti e ci siamo visti in poco tempo "spogliati" di vari servizi fondamentali: ufficiale sanitario, medici di famiglia che giustamente sono andati in pensione e che vengono sostituiti attraverso l' Ascot, ci sono diversi bambini senza pediatra e ora ci troviamo privati della guardia medica che ci è stata garantita nella Casa della comunità».
