Il loro desiderio era riposare per sempre a Capo Mannu, quel paradiso che amavano tanto, dove da sempre trascorrevano le vacanze: era il loro posto del cuore. E così è stato. Ieri mattina, da un gommone partito molto presto da Mandriola, sono state disperse in mare le ceneri di Monica Montefalcone, biologa marina e docente universitaria, e della figlia Giorgia Sommacal, morte tragicamente a maggio scorso durante un’immersione fatale nelle grotte dell’atollo di Vaavu, alle Maldive.  Un momento intenso e carico di commozione.

Monica Montefalcone, esperta subacquea e responsabile di alcuni dei progetti più importanti per la salvaguardia degli ambienti marini, aveva un rapporto speciale con le borgate marine di San Vero Milis. Da quando era bambina, trascorreva le vacanze estive a Mandriola e negli anni ha stretto legami profondi con le persone del posto. Tra una nuotata e una passeggiata, aveva espresso il desiderio di riposare per sempre in mare dopo la cremazione. Anche il marito Carlo Sommacal aveva annunciato il desiderio della moglie, all’indomani della sua tragica scomparsa. Si è però dovuto aspettare il periodo previsto dalla normativa regionale per il rilascio delle ceneri in mare. «Sono stati momenti intensi. Ora il mare che amavano le cullerà e custodirà per sempre» racconta a fatica Carlo Sommacal che, dopo aver salutato sua moglie e sua figlia per l’ultima volta, è subito ripartito per Genova, dove vive.

Il gommone è partito dal molo di Mandriola alle sette del mattino. A bordo, oltre al marito Carlo e al figlio Matteo, anche alcuni amici e familiari. «È stato un secondo funerale - racconta Gianni Lutzu, amico storico della famiglia Sommacal, residente a San Vero Milis - Tutto si è svolto nel più assoluto silenzio, dalla partenza al rientro. Un altro colpo al cuore».

Gli amici di Monica Montefalcone intendono ricordarla con una dedica particolare da incidere su una pietra in arenaria a Capo Mannu, dove lei amava correre la mattina presto quando era in vacanza. 

© Riproduzione riservata