Sono edifici diroccati nelle borgate di Laconi: Su Lau, Crastu, Santa Sofia. Dovevano essere trasformati in ville extralusso per un turismo a 7 stelle, con Spa e tutti i comfort. Questo, almeno, avevano dichiarato di voler fare i rappresentanti della società Premier Event Srl, che nel marzo del 2023 si era aggiudicata tutti i lotti dell’asta della Regione per la vendita di quindici immobili ex Laore nel territorio del paese del Sarcidano. Tre anni dopo ecco la certificazione del flop: nessun investimento, la società – nonostante varie sollecitazioni da parte della Regione – non ha chiuso la compravendita. E l’aggiudicazione è stata revocata: quei beni andranno a chi aveva fatto le proposte di acquisto che erano state sbaragliate dalla Srl con sede in via de Magistris, a Cagliari, intestata a una cittadina russa collegata a un cagliaritano. Sempre che gli esclusi, tutti del territorio, abbiamo ancora volontà di effettuare l’investimento. 

La procedura

La concorrenza  era stata sbaragliata con forti rialzi sui prezzi di base per delle (quasi) catapecchie abbandonate da anni. La proprietaria della Srl è una donna russa, il capitale sociale è di 10 mila euro. I soldi da mettere, invece, erano tanti: solo l’acquisto vale 600 mila euro

La procedura era stata indetta il 20 gennaio del 2023. Entro il 24 febbraio erano attese le proposte di acquisto, con offerte segrete, per “15 lotti di beni immobili ubicati nel Comune di Laconi”. Alcuni esempi, per capire: il primo edificio è un’ex casa colonica costruita nel 1958, non più utilizzata da Laore, nella borgata di Crastu, a circa 7 chilometri dal centro del paese. È dichiarata inagibile. Il prezzo a base d’asta era di 20 mila euro. Case coloniche anche in altri lotti, come il 14: stavolta a Santa Sofia, quindi a 9 chilometri dal paese, in “condizione di forte degrado”. Prezzo su cui rilanciare: 16 mila euro. 

Mangiatutto 

L’immissione sul mercato non aveva scatenato una corsa all’acquisto. Per alcuni edifici risultava più di una proposta. Ma ad aggiudicarseli tutti è stata la Premier Event. I forti rilanci hanno fatto la differenza. Per il primo lotto aveva messo sul piatto 40 mila euro, il doppio del prezzo valutato dalla Regione. Per il 14 l’offerta è stata di 32.501. Anche in questo caso: offerta doppia e di 11 mila euro superiore rispetto a quella presentata da un’altra aspirante acquirente. Lo schema di azione è stato lo stesso per tutti gli immobili. Così la direzione del servizio Demanio, Sabina Bullitta, due settimane aveva firmato le carte che sancivano l’en plein in favore di un solo soggetto. Investimento totale, solo per l’acquisizione dei beni: 573.515 euro.

La società

Tutte le azioni della Premieri Event, per un valore totale di 10 mila euro, risultavano  in capo a Irina Ryabchukova, nata  a Mosca e residente a Iglesias. La sede è in un signorile palazzo di via De Magistris, a Cagliari. Ma c’è anche un ufficio operativo in via Roma 70, sempre nel capoluogo. Lei risultava amministratrice dal 2017. La società risultava occuparsi di costruzione di edifici residenziali e non residenziali: nel 2022 la Srl aveva un solo dipendente. Nel frattempo ha allargato i suoi interessi: si è spostata anche sulle rinnovabili, con terreni di sua proprietà che sono pronti ad accogliere eolico e fotovoltaico a Isili. Le procedure sono in corso. 

Per Laconi sembrava un sogno: soldi freschi messi a correre e turismo di altissimo livello. Ryabchukova aveva incontrato il sindaco Salvatore Argiolas. Il progetto sembrava di extralusso, con dichiarazione dell’intento di investire anche tanti altro denaro.  

Il sindaco Salvatore Argiolas

E poi niente

E poi? Poi niente. Lo stesso direttore generale del servizio Demanio regionale, a marzo, ha firmato la revoca dell’aggiudicazione dei beni. Negli scorsi mesi dall’assessorato agli Enti locali, di fronte a richieste di aggiornamenti sullo stato della procedura, avevano fatto sapere che «alcuni accorgimenti catastali hanno allungato i tempi ma la procedura sta andando avanti». Addirittura risultava «in fase di definizione l’atto traslativo della proprietà». Che però non si è mai definito. Il demanio ha sollecitato più volte la società affinché nominasse un notaio di sua fiducia per chiudere la partita. Nonostante la concessione di proroghe sui tempi stabiliti da via De Magistris non si sono mossi: niente soldi, niente sette stelle a Laconi, niente “sogno russo”. Non cade dal pero il sindaco Argiolas: già nel 2023 aveva frenato gli entusiasmi, sostenendo di attendere i progetti concreti. Da allora nessuno si è fatto vivo. Aveva ragione lui. 

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