Il flop del turismo extralusso a Laconi? «Tutta colpa della Regione»
La società cagliaritana Premier Event doveva acquisire dei ruderi di Laore per trasformarli in ville di pregio, aggiudicazione revocata. L’accusa: «C'erano errori marchiani non segnalati»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il sogno del turismo a sette stelle sfumato a Laconi? Tutta colpa della Regione. Lo assicurano dalla Premier Event, società che nel 2023 si era aggiudicata quindici immobili di Laore nelle campagne del paese: una serie di ruderi (alcuni inagibili) per la quale la società con sede a Cagliari aveva offerto quasi 600mila euro. L’obiettivo era trasformarli in ville di lusso. Ma di recente, dopo tre anni, la Regione ha revocato l’assegnazione.
Uno degli immobili di Laore
Nei documenti si legge che, a seguito di alcuni aggiornamenti catastali, «nel pieno rispetto degli accordi raggiunti» a novembre 2024 è stato richiesto alla Srl di «nominare un notaio di propria fiducia per la stipula dell'atto di trasferimento della proprietà».
Uno dei ruderi
Il 31 dicembre l’amministrazione «ha invitato nuovamente la società a voler nominare un notaio di fiducia». gennaio si è tenuto un incontro fra le parti. Ad agosto è partito un «sollecito per la conclusione procedimento amministrativo». Ancora: nell’ottobre successivo l’«amministrazione ha invitato la società Premier Event Srl a provvedere alla designazione di uno studio notarile, entro il termine perentorio di 30 giorni». Ma la società non lo ha fatto. A dicembre del 2025 è arrivato un preavviso di revoca dell’aggiudicazione. Premier Event ha chiesto tempo per presentare osservazioni ma a nel gennaio scorso il termine «è decorso senza che siano state presentate osservazioni». Da qui la decisione di annullare l’assegnazione dei beni.
La titolare della società, Irina Ryabchukova, parla attraverso il suo legale Giuseppe Ledda: spiega di aver «effettuato il versamento di quanto previsto dalla gara, sostenendo le spese per le due diligence e le progettazioni (tutte attività che hanno generato gravosi costi)» e di aver «avviato le procedure per realizzare un intervento alberghiero nella borgata, salvo scoprire, una volta aggiudicatasi la gara e dopo ripetuti sopralluoghi, che hanno comportato quasi quattro anni di tempo perso e dispendiose consulenze, che i dati catastali inseriti nel bando non corrispondevano alla situazione reale degli immobili.
Tali circostanze «sono state segnalate immediatamente alla amministrazione regionale, direttamente ed anche per il tramite dei tecnici e dei legali della società ed è un fatto certo che le reali consistenze, così come emerse dai vari incontri, sopralluoghi e contraddittori, fossero differenti rispetto al bando, insieme ad una serie di aspetti che limitavano fortemente la effettiva godibilità dei beni».
Nella nota si parla di «errori marchiani probabilmente perfino precedenti, rispetto alla gara stessa, che hanno, di fatto, bloccato pressoché da subito la realizzazione di qualsivoglia intervento. La società dell’imprenditrice ha provveduto prontamente a segnalare agli uffici competenti della Regione le evidenti discrasie, ma purtroppo, nonostante l’impegno profuso anche dai funzionari regionali, sono trascorsi invano oltre tre anni».
È evidente, viene spiegato, «che dopo tre anni le valutazioni imprenditoriali cambino e che subentri scetticismo. Se solamente per verificare la rispondenza dei beni oggetto di gara sono stati necessari tre anni, l’imprenditrice si domanda quanti altri ne devono passare per vedere realizzato l’intero progetto: è stata la Premier event», viene assicurato, «a rinunciare al progetto, prendendo atto dell’inerzia della Regione. Il “flop” non è attribuibile alla società della dottoressa Ryabchukova, ma a errori e ai ritardi altrui».
