Nell’Alto Oristanese cresce la preoccupazione per la possibile chiusura del Punto di primo intervento. Per scongiurare che ciò avvenga, il Comitato Cittadini Ospedale "Delogu" Ghilarza - Raffaele Manca invita i sindaci del Guilcier e del Barigadu a rassegnare simbolicamente le dimissioni.

Il 30 giugno scade infatti il contratto in essere con i «medici in affitto» e sembra non poter essere prorogato.

«La possibile cessazione di questo presidio sanitario rappresenterebbe un colpo durissimo per l'intero territorio, privando migliaia di cittadini di un servizio essenziale e aggravando ulteriormente le difficoltà di accesso alle cure, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione e per chi vive nei centri più distanti dai presìdi ospedalieri. Da anni le comunità del Guilcier e del Barigadu assistono a un progressivo impoverimento dei servizi sanitari, senza che siano state adottate soluzioni strutturali in grado di garantire il diritto alla salute e la necessaria continuità assistenziale. Oggi, con la prospettiva della chiusura del Punto di primo intervento di Ghilarza, si è giunti a un punto non più tollerabile», sottolinea, per il Comitato, la portavoce Filomena Deriu.

E prosegue: «Per queste ragioni, il Comitato rivolge un appello a tutti i sindaci del Guilcier e del Barigadu affinché assumano una posizione unitaria, forte e inequivocabile a difesa delle proprie comunità. In particolare, proponiamo che i sindaci si rechino congiuntamente dal prefetto per consegnare simbolicamente il proprio mandato nelle sue mani, quale straordinario atto di protesta istituzionale e di denuncia nei confronti delle gravi carenze del sistema sanitario territoriale e dell'assenza di risposte concrete da parte delle autorità competenti. Qualora non intervengano, entro tempi immediati, provvedimenti idonei a garantire la continuità del Punto di primo intervento di Ghilarza e un piano credibile di rilancio dei servizi sanitari del territorio, il Comitato auspica che vengano valutate anche ulteriori iniziative istituzionali e politiche, comprese le dimissioni contestuali degli amministratori locali, quale estrema forma di tutela degli interessi delle comunità rappresentate».

Dal Comitato aggiungono: «Un gesto unitario di tale portata avrebbe il valore di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica, della Regione Sardegna e del Governo nazionale sulla condizione di emergenza sanitaria che vivono quotidianamente i cittadini del Guilcier e del Barigadu, riaffermando con forza che il diritto alla salute non può essere sacrificato né subordinato a soluzioni precarie e temporanee».

Il Comitato sollecita quindi i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sociali e tutte le istituzioni del territorio a sostenere questa iniziativa.

La portavoce conclude: «La difesa della sanità pubblica, della sicurezza dei cittadini e del diritto costituzionale alla salute rappresenta oggi una priorità assoluta e una battaglia di civiltà che riguarda il futuro stesso delle nostre comunità».

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