Ghilarza, nuova struttura per i medici di base entro il 2026
Dell’opera si è parlato a fine anno in Consiglio comunalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una speranza per Ghilarza e il territorio sul fronte della sanità. Il 2026 è infatti l’anno che vedrà realizzata la struttura pensata per accogliere i medici di base per lavorare in rete. Potrebbe essere questa la risposta alla grave situazione che da tempo vive il territorio e che adesso, con il pensionamento di altri due medici, vede circa 6000 pazienti r privi di assistenza di base.
Dell’opera si è parlato a fine anno in Consiglio comunale, quando l’aula è stata chiamata ad approvare il Bilancio e il Documento unico di programmazione. Dalla Regione, per trasformare in realtà l’idea, sono infatti arrivati 450 mila euro. Ma ancora più esplicito è stato il passaggio che ha visto il Consiglio comunale, con il solo voto contrario del consigliere Renato Giovannetti eletto nelle fila della maggioranza, pronunciarsi per l’acquisizione di un’area edificabile per la realizzazione appunto dell’immobile da adibire ad “aggregazione territoriale di assistenza primaria”. Il Comune sta acquistando un’area in pieno centro a Ghilarza: 600 metri quadrati che pagherà 71.400 euro, a 119 mila euro a metro quadro. “Un prezzo ottimo, considerato che anni fa un’area analoga è stata venduta ad un prezzo maggiore, ma in questi anni il costo dei terreni è stato svalutato come ha accertato l’ufficio tecnico”, ha chiarito il sindaco Stefano Licheri. “Si tratta di un’area centrale, vicina alla fermata dei pullman – ha proseguito il sindaco -. Una volta conclusa l’acquisizione del terreno, affideremo l’incarico di progettazione ed entro il 2026 la struttura dovrebbe essere pronta”. Uno spazio importante, su una superficie coperta di 300 metri quadri che consentirà di realizzare sei ambulatori, un’ampia salta d’attesa con 70 posti, i servizi igienici per i medici e i pazienti.
“Crediamo che questa struttura possa portare dei benefici. I medici potranno di nuovo avere una propria vita privata, nel senso che lavorando in rete e mettendo a sistema i dati dei pazienti potranno essere sostituiti dai colleghi presenti nell’ambulatorio. Ora invece accade che i pochi rimasti siano reperibili sempre e questo non invoglia certo a scegliere questo territorio – va avanti Licheri - . Con l’associazione in rete si prospetta invece un’altra situazione. Ghilarza è al centro Sardegna e, potendo usufruire di ampi spazi ad un costo irrisorio o anche dati in modo gratuito, diventa appetibile. Sappiamo di medici che sarebbero disposti a lavorare nel nostro territorio con la possibilità di farlo in forma associata”.
