Comitati, cittadini, operatori sanitari, amministratori comunali, provinciali e regionali hanno partecipato stamattina  all’ennesima giornata di mobilitazione per una vertenza che sembra infinita. La domanda è sempre uguale: quale sarà il futuro della sanità nel Guilcier, Barigadu e Montiferru? Questo anche dopo il  rincorrersi di voci su un ulteriore depotenziamento delle prestazioni di base,   specialistiche ambulatoriali e dei servizi di  radiologia e  laboratorio analisi. In una ricca mattina di interventi,  non sono mancate le tensioni, come quella che ha visto protagonista il sindaco di Paulilatino e consigliere provinciale delegato alla sanità Domenico Gallus.  

«Ho deciso di abbandonare la riunione – spiega -  perché mi è stato impedito di concludere l’intervento. Registro che i consiglieri regionali presenti non ci hanno saputo spiegare cosa hanno fatto in questi due anni e mezzo e quali azioni intendono portare avanti sino al termine del mandato». Assente la direttrice della Asl di Oristano Maria Grazia Cattina, sono stati i  consiglieri regionali a essere chiamati ripetutamente in causa. Il consigliere Peppino Canu,  dopo aver ammesso che «la situazione resta drammatica, ma sul fronte della  medicina di base, la Regione ha avviato un piano straordinario di reclutamento con  l’arrivo di 700 nuovi medici nei primi mesi del 2027, di cui circa 60 destinati all’Asl  di Oristano».

Il consigliere Alessandro Solinas ha snocciolato numeri e interventi.  «Nessuno ha però la bacchetta magica – ha detto - ma stiamo lavorando per migliorare le cose. Nell’ultima manovra finanziaria abbiamo stanziato un miliardo di euro». Il consigliere Salvatore Cau ha aggiunto come da sindaco di Neoneli per 16 anni conosce bene la situazione.  «Garantisco che  ci stiamo impegnando e mettendo la faccia per migliorare le cose. Vorremmo essere giudicati al termine del nostro mandato». Il consigliere Antonio Solinas si è soffermato sulla necessità di contrastare le voci che circolano sul territorio. «Dobbiamo smentire con i fatti che l’Ospedale Delogu sia chiuso. Mi ha chiamato un cittadino di Busachi per chiedermi se fosse vero che non funzionava più».

In apertura di  dibattito,  coordinato da Silvio Manca e Filomena Deriu del locale comitato civico, la   sindaca di Ghilarza Eugenia Usai,  presidente dei  sindaci del distretto socio-sanitario Ghilarza-Bosa, che ha annunciato «la convocazione urgente della Conferenza per verificare lo stato di attuazione della deliberazione regionale del 15 luglio e analizzare la rete dei servizi sanitari. Inviteremo anche  la presidente Todde».   

Dai presidenti delle Unioni del  Guilcier Salvatore Pes, del Barigadu Giampaolo Loi e dai sindaci di Bonarcado Annalisa Mele, Norbello Matteo Manca, Tadasuni Pierpaolo Pisu, sono arrivati ulteriori richiami alla realtà quotidiana: «Carenza di specialisti, ambulanze senza medico a bordo, ascensori guasti da settimane, servizi non comunicati con chiarezza alle amministrazioni locali». E partendo dal fatto dei  tanti aspetti critici come   il rifiuto dei giovani medici a ricoprire incarichi nelle sedi periferiche, dai primi cittadini sono arrivate  le proposte su incentivi economici e abitativi per i medici nelle aree marginali, modelli di accoglienza comunale coordinati tra Unioni dei Comuni e Regione, collaborazione con il Terzo Settore per garantire la presenza del personale nei Pppi e nel 118, vincoli più rigidi nei concorsi pubblici e il reintegro dei professionisti in pensione per coprire i servizi più fragili. Una giornata intensa, segnata da preoccupazioni, richieste di risposte immediate e la consapevolezza che la vertenza sanitaria del territorio non è ancora vicina a una soluzione. La mobilitazione continua.

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