Tempo di attesa per la concessione dell’impianto sportivo per il tennis e il padel a Ghilarza. In consiglio comunale si dovevano approvare le linee guida per il Piano economico finanziario e procedere quindi in vista dell’affidamento in concessione ora che sono praticamente ultimati i campi da padel adiacenti allo storico club del tennis. Ma i dubbi l’hanno fatta da padrone e alla fine le forze politiche hanno concordato per rinviarne l’approvazione. A sollevare più di un dubbio è stato il fatto che nella documentazione predisposta dal tecnico comunale si ipotizza per chi prenderà in gestione la struttura un introito di 40 mila euro, dovuto soprattutto alla realizzazione dei nuovi campi, e si prevede un canone annuo di 14 mila euro. Ma sia la maggioranza che l’opposizione hanno optato per rinviare ogni decisione e approfondire la situazione.

Prima però in aula si è aperto il dibattito che ha visto uscire momentaneamente il consigliere di maggioranza (e candidato a sindaco) Sebastino Caddeo, presidente del Tennis club Ghilarza. Attualmente è proprio il Tennis club ad avere in gestione i vecchi campi da tennis, ma entro aprile è necessario individuare la gestione dell’impianto sportivo che ora conta anche il padel e anche in ragione di ciò prevederà l’affitto dei campi. Il Comune però non può occuparsi in via diretta della gestione dell’impianto ed occorre quindi individuare il gestore. In apertura il sindaco Stefano Licheri ha chiarito: “Il finanziamento dei campi da padel è stato concesso dalla Regione dopo che nella lettera inoltrata avevamo chiarito che a Ghilarza il tennis era una realtà fiorente che esisteva da cinquant’anni e non poteva restare monca del padel, riconosciuto a pieno titolo dalla federazione. Ora, secondo il gruppo di maggioranza, il piano finanziario predisposto dal tecnico, in un periodo di dieci anni può mandare in difficoltà l’associazione che andrà a prenderlo in gestione. Anche perché dei quattro campi presenti due sono riservati alla scuola tennis che conta molti ragazzi e quindi escono dalla disponibilità di concessione in affitto e i ricavi si riducono conseguentemente”.

Da parte sua la capogruppo di minoranza Eugenia Usai (anche lei candidata a sindaco), ha detto: “Bisogna capire qual è l’indirizzo politico dell’Amministrazione, se incentivare le attività sportive in un piccolo paese oppure fare cassa. Inoltre, va evidenziato e che comunque anche l’attività sportiva è inserita come principio nella nostra Costituzione e chi qui si occupa di sport fa volontariato”. Punto da rinviare per Renato Giovannetti che ha portato all’attenzione dei Consiglio riferimenti giuridici. Stessa cosa per Giuseppe Fadda sempre dalle fila della maggioranza: “Il problema è complicato e riguarda tutte le associazioni sportive che utilizzano locali del Comune. La situazione è poco chiara, alcune pagano le utenze altre no. Serve un regolamento ben fatto che non faccia figli e figliastri”. Per ora quindi tutto rinviato.

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