Fordongianus ricorda Paolo Cherchi
Alla vigilia della cerimonia del Premio Forum Traiani il tributo al filologo che ha unito Sardegna e AmericaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il giorno prima della cerimonia di premiazione del Premio Letterario Nazionale Forum Traiani, la manifestazione si è aperta con un momento di grande valore simbolico: il ricordo del professor Paolo Cherchi, scomparso a Chicago lo scorso 4 aprile. Ieri sera, venerdì 5 settembre, l’Associazione Culturale Premio Letterario Nazionale Forum Traiani terrà una conferenza in suo onore presso il centro culturale ExSPa, in via Traiano 18 a Fordongianus. A dialogare sulla figura e sull'opera dello studioso sono stati chiamati due nomi di rilievo del panorama accademico: la professoressa Giuliana Adamo, docente di letteratura italiana al Trinity College di Dublino, e il professor Paolo Maninchedda, ordinario di filologia romanza alla facoltà di scienze umanistiche dell’Università di Cagliari. A moderare l’incontro sarà Maria Obinu. Un momento particolarmente importante è stato il collegamento in diretta da Chicago con Marcello Cherchi, figlio del professore, che ha rivolto ai presenti un breve saluto. Tra i presenti, il Rettore emerito dell’Università di Sassari prof. Attilio Mastino e il prof. Massimo Onofri, ordinario di Letteratura italiana all’Università di Sassari, il Sindaco di Oschiri Roberto Carta e quello di Fordongianus Serafino Pischedda.
Un momento importante, quello di ieri, per ripercorrerela vita di Paolo Cherchi che, nato a Oschiri nel 1937 e scomparso ad aprile di quest'anno, è stato uno dei più importanti filologi e storici della letteratura italiana del secondo Novecento. Dopo la laurea in filologia romanza conseguita a Cagliari nel 1962, scelse di trasferirsi negli Stati Uniti dove conseguì il dottorato all’Università della California a Berkeley. La sua carriera lo portò poi a insegnare letteratura italiana all’Università di Chicago dal 1966 al 2003, ateneo di cui divenne professore emerito, per poi passare come ordinario all’Università di Ferrara, dove rimase fino al 2009. Un percorso, il suo, punteggiato da riconoscimenti di grande prestigio: nel 2016 fu nominato Socio straniero dell’Accademia dei Lincei, mentre nel 2024 la Sapienza Università di Roma gli conferì il dottorato di ricerca honoris causa in Scienze del testo dal Medioevo alla Modernità. Il suo impegno, del resto, non si limitò alla ricerca in senso stretto. Cherchi fu anche un instancabile costruttore di ponti tra le Humanities europee e americane, come dimostra la sua stessa attività all’interno dell’Accademia dei Lincei. Con oltre 400 pubblicazioni all’attivo tra monografie, saggi e recensioni, tutte segnate da un rigore filologico costante, Cherchi si distinse per la capacità di riportare alla luce autori e opere rimasti ai margini della critica, restituendoli all’attenzione dei lettori contemporanei attraverso edizioni, traduzioni e studi storico-filologici. Negli Stati Uniti, ma non solo, ha incarnato il meglio della tradizione scientifica della filologia romanza italiana, che ha saputo rinnovare e aprire a nuovi orizzonti. In lui il rigore scientifico si univa a una straordinaria capacità di comunicare, dando vita a una sintesi rara che, unita a una profonda umanità, lo ha reso una delle figure culturali più stimate e amate tra le due sponde dell'Atlantico e in Europa.
